Dalla chat tra amiche alla sala intera: oltre 120 donne alla première del “Diavolo veste Prada 2”
Dress code, foto di gruppo e un invito al cinema che è "scappato di mano": come la voglia di vedere un film in compagnia è diventato un evento
C’è chi non si comprava un paio di tacchi da anni. E quando l’invito è arrivato, ha scritto ad Anna commossa, dicendo che era un’occasione che non le capitava da anni per “vestirsi bene” per una sera. Da questo dettaglio si capisce cos’è diventata quella che doveva essere una serata tra poche amiche.
Anna – fotografa e titolare dello studio Monochrome, nel centro di Varese – voleva andare a vedere “Il diavolo veste Prada 2“, ma non da sola. Chiama qualche amica, ma piu ci pensa più ne vuole invitare, di amiche. Inizialmente, ne chiama una trentina, e insieme decidono di affittare una sala al cinema. Ma la questione, tra amiche delle amiche e nuove amiche, sfugge un po’ di mano: e dalla trentina di donne iniziale il numero aumenta fino a oltre 120, con cambio di sala e sold out anche della seconda, più grande.
Una serata al femminile tra businesswoman: 46 di loro lo sono infatti imprenditrici, commercianti, consulenti e titolari di partita IVA. E molte non sono nemmeno di Varese: arrivano da Busto Arsizio, Gallarate, Luino e pure dalla vicina Svizzera. Da questa concentrazione inaspettata sono nate collaborazioni tra negozi, vetrine a tema, connessioni che non esistevano prima. «Questa idea ha scatenato un’energia pazzesca», dice Anna.
E allora: tanto vale viverla alla grande. Prima di tutto, hanno fissato un dress code: tre i colori a scelta, total white, total black o total red. Tacchi ed eleganza alla “Diavolo Veste Prada” obbligatori.
Un dress code che verrà immortalato: l’appuntamento per le partecipanti è per le 19.30 di mercoledì in piazza Monte Grappa, per una foto di gruppo che promette di essere scenografica, visto che i tre “blocchi di colore” saranno radunati insieme, per un effetto speciale.
Con cosi tante donne coinvolte, è venuto poi in mente di dare uno scopo a questa serata cosi speciale: così si è deciso di affiancare all’evento una raccolta fondi per CAOS — Centro Ascolto Operate al Seno ODV, associazione varesina nata nel 2003 che affianca le pazienti oncologiche e le loro famiglie prima, durante e dopo la malattia, in collegialità con i team medici delle Breast Unit.
La raccolta è separata dall’acquisto del biglietto (che per la cronaca, non è possibile richiedere, perchè è una serata privata): sarà avviata tra le partecipanti la sera stessa e sarà libera.
«Visto il numero di persone che si sono unite, volevamo aggiungere anche un gesto concreto», spiega giustamente Anna, da cui tutto è partito: così una serata un po’ “folle” alla Miranda Presley è diventata anche un’occasione per fare una rete di confronto e solidarietà al femminile.
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