Rimborsi, l’associazione di consumatori “diffida” Trenord

La diffida presentata dal CoDiCi è l'ultimo tentativo di conciliazione prima dell'avvio della Class Action: "Speriamo in una risposta entro venti giorni". Possibile che la proposta arrivi entro gennaio

È passato giusto un mese esatto dal 10 dicembre 2012, quando i pendolari e i viaggiatori lombardi incapparono nella prima delle giornate di caos sulla rete Trenord. A distanza di un mese, l’associazione di consumatori CoDiCi ha presentato l’atto di diffida verso Trenord: un ultimo tentativo di concilizione prima di avviare la vera e propria class action. «Prima dell’atto di citazione in tribunale, la Legge prevede l’inoltro di una diffida alla controparte per risolvere bonariamente la controversia» spiega Davide Zanon, coordinatore regionale dell’associazione CoDiCi Lombardia. A questa associazione si sono affidati circa 500 viaggiatori incappati nei giorni di caos ferroviario: i più erano pendolari titolari di abbonamenti mensili, settimanali, annuali, una quota minima è invece rappresentata da viaggiatori occasionali. L’associazione per ora ha stabilito una quota unica, come proposta di conciliazione con l’azienda di trasporto: «Abbiamo fatto una richiesta di 1000 euro per singolo passeggero che ci ha delegato, circa 500 persone».

Nella giornata di mercoledì i vertici di Trenord hanno incontrato l’assessore ai trasporti della Regione Andrea Gilardoni: la Regione è l’azionista di maggioranza della società di trasporto ferroviario lombardo (l’altra metà delle azioni appartiene alla "statale" Trenitalia), ma è anche l’ente che stipula il contratto di servizio con Trenord, il contratto che prevede anche penali in caso di ritardi (il contratto di servizio 2013 prevede un rimborso del 25% del costo dell’abbonamento, in caso di ritardi consistenti). La definizione del "bonus" per i ritardi è solitamente assegnato linea per linea, ma a dicembre il caos è stato generalizzato, anche se con punte più drammatiche su alcune linee suburbane come la S1 Saronno-Lodi o sulla S9 Albairate-Milano-Seregno-Saronno (nella foto, di Alessio Lucini). Nè l’azienda nè la Regione, ad oggi, hanno comunicato eventuali proposte di accordo, anche se si ragiona su diverse soluzioni ed è possibile che una proposta d’accordo arrivi già entro il mese di gennaio.

Il lavoro di definizione di un possibile accordo è guardato con sospetto dalle associazioni di consumatori, il CoDiCi considera «di estrema gravità» l’esser stati tagliati fuori dal vertice. I pendolari stanno a guardare e attendono, sperando in un accordo: «Dalla data di ricezione dell’atto di diffida – aggiunge ancora Zanon di Codici – deve passare una quindicina di giorni, entro una ventina di giorni speriamo di avere una risposta da Trenord. Se non ci saranno risposte, andremo avanti con la Class Action vera e propria»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Gennaio 2013
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