False griffe: un mercato illegale che brucia idee e qualità

In quattro anni, nel Varesotto, le forze dell'ordine hanno sequestrato 30 milioni di beni contraffatti. Alla lotta ai falsi marchi è stato dedicato un incontro alle Ville Ponti

Un mercato dinamico e innovativo, abile a reagire ai cambiamenti e attento alle tendenze del momento. Sarebbe un gioiello se fosse legale, ma quello delle merci contraffatte è invece un settore ombra che a livello internazionale muove fino 200 miliardi di dollari all’anno e in provincia di Varese ha portato al sequestro di 30 milioni di beni dal 2008 al 2011. Si tratta di stime poiché quantificare il fenomeno è molto complicato. E si tratta anche di una realtà trasversale, come è stato sottolineato questo pomeriggio nel corso dell’incontro organizzato alle Ville Ponti da Prefettura, Guardia di Finanza e Camera di commercio su questa particolare tipologia di "concorrenza sleale".

«Di questo si tratta infatti – ha detto il vice presidente della Camera di Commercio varesina, Riccardo Comerio -. La contraffazione rappresenta un danno per le aziende onese, per la reputazione del Made in Italy e per la sicurezza del consumatore in generale».
«La qualità è il fiore all’occhiello dell’economia italiana nonché la via di uscita da questo momento di crisi – ha osservato il prefetto, Giorgio Zanzi – . È necessario perciò tutelare i marchi e proteggere le idee. Per farlo le forze dell’ordine lavorano intensamente sul fronte del contrasto e della prevenzione, ma questo da solo non basta. Occorrono infatti strumenti oggettivi e meccanismi specifici come la tracciabilità delle merci e la creazione di marchi difficili da replicare. L’informazione e l’educazione sono infine un passo necessario per far capire agli acquirenti che dietro a un prodotto, che apparentemente può soddisfare la propria vanità, c’è molto spesso un’attività criminosa e potenzialmente anche un pericolo per la salute». Quello della sicurezza del consumatore è un aspetto spesso sottovalutato. L’acquisto di una borsa griffata, piuttosto che di un paio di occhiali taroccati, è facilmente associato alla soddisfazione per il presunto buon affare piuttosto che alle riflessioni sulle sue potenziali pericolosità. «Fino ad ora la contraffazione è stato un fenomeno sottovalutato dall’opinione pubblica e in un certo senso tollerato – ha commentato il Colonnello Antoio Morelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza -. Oggi però conosciamo bene i danni di questi comportamenti per le aziende oneste e per gli investimenti legali e dobbiamo lavorare per creare una cultura diversa della legalità». 

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Pubblicato il 15 Marzo 2013
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