“Pochi uboldesi alla Notte gialla, peccato”
Il sindaco Lorenzo Guzzetti “tira le orecchie” ai propri cittadini dopo la conclusione della due giorni dedicata alla lotta alla leucemia che ha visto partecipare tante persone da fuori paese
«Il mio rammarico più grande, per questa Notte Gialla, è che tanti uboldesi abbiano perso l’ennesima grande occasione». Il sindaco Lorenzo Guzzetti “tira le orecchie” ai propri cittadini dopo la conclusione della due giorni dedicata alla lotta alla leucemia.
Il primo cittadino spiega la propria posizione sul suo blog: «Mi è venuto in mente quando ho visto il mio amico Luca arrivare a mezzanotte e dirmi: "ho appena chiuso il bar e sono corso qui. Anche cinque minuti ma non potevo mancare." Ho pensato in quel momento che quella generosità e quella freschezza purtroppo nella nostra comunità non è ancora diventata sentimento condiviso. E questo è davvero qualcosa su cui dovremo lavorare. Un’iniziativa così, come tante altre, non hanno colore politico, vanno oltre le simpatie o le antipatie».
«C’erano veramente tante persone, ieri sera – prosegue Guzzetti -. Quasi incontenibile l’afflusso ad un certo punto. Gente che è venuta dalla Liguria, da Modena, da Brescia. E che ci guardava con invidia. Lo dico con rammarico: molte assenze di Uboldo hanno brillato. Non parlo delle assenze "politicizzate" (quelle le si mettono già in conto, anche se a me restano incomprensibili…), ma di quelle sociali, di quelle associative, di quelle culturali. Mi sono chiesto che senso hanno certe battaglie fatte singolarmente se poi quando c’è da unirsi insieme si manca. Serve unità. Serve coesione. Serve stare insieme. Serve abbandonare la logica del proprio orticello che, in questi quattro anni, mi rendo conto di avere appena scalfito. Ma questo monolite, frutto di anni in cui anche le Istituzioni sono colpevolmente mancate, ce la faremo a distruggerlo. Qualcosa si inizia a intravedere, ma non basta ancora. Dobbiamo e dovremo fare ancora di più e già da domani ai miei assessori e ai miei consiglieri comunali lo dirò».
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