Che Dio lo beneDuki

Sakota trascina la Cimberio al primo posto: terrà la mano calda per i playoff? E che dire di mister Agostinelli: fino a qui tutto bene

(d. f.) Quest’anno il Pagellone non ha avuto spesso modo (per fortuna) di criticare i giocatori della Cimberio, autori di una stagione regolare fantasmagorica. Tra i pochi a finire nei premi c’è stato Dusan Sakota per qualche prestazione non proprio brillante in passato: ebbene, questa volta c’è proprio lui in cima alla classifica settimanale. E subito sotto passiamo al calcio con Agostinelli, Espinal e la vecchia conoscenza Correa che per poco non fa secca la Pro Patria (altro che farsi perdonare…). Manca il volley, un po’ perché la Yama è in piena serie playoff, un po’ perché Villa – ahinoi – sta davvero per chiudere i battenti. Ma questo non ci sentiamo di infilarlo in un Pagellone che di solito è occasione di ironia.

Pagellone numero 119 del 29 aprile 2013

Dusan Sakota 8,5 – Avere un papà allenatore, spesso, aiuta assai: ne sa qualcosa Andrea De Nicolao cresciuto in una famiglia ad alto tasso di basket, figuriamoci quindi come è potuto crescere Dusan, per tutti Duki, il figlio di coach Dragan. Un signore che ha diretto centinaia di partite su prestigiose panchine europee e che dopo la vittoria della Cimberio sulla Scavolini ha cenato e chiacchierato con Zare Markovski, altro allenatore plavo considerato appena al di sotto dei santoni di quella terra e di questo sport. Sotto una guida simile Duki ha affinato una tecnica di tiro praticamente perfetta, smussata e migliorata con il passare degli anni anche grazie alla sua passione per le conclusioni "particolari" (tipo quelle che rimbalzano sul muro prima di infilarsi nel cerchio…). Quando trova la partita giusta, Sakota diventa un’arma letale e, con l’avvicinarsi dei playoff, fa piacere vedere come abbia la mano calda. Presto, portategli un paio di guanti…

Andrea Agostinelli 7 – Né una né due rondini fanno primavera, ma è indiscutibile che il sostituto di Castori sulla panchina del Varese abbia iniziato nel modo giusto. Non solo per le due vittorie (anche se la Ternana e soprattutto il Cittadella non hanno impressionato) ma anche e soprattutto per l’attenzione difensiva cui contribuisce l’arretramento di Corti. Mettiamoci anche qualche novità sotto il profilo del modulo – anzi, dei moduli vista la girandola cui costringe i suoi giocatori – e il gioco è fatto. Verona e Livorno permettendo.

Josè Espinal 7 – Il Verbano fila a gonfie vele verso la salvezza grazie alle quattro vittorie di fila messe a segno nelle ultime settimane ed ora è davvero a un passo dall’approdo. Se il capitano del vascello rossonero è Marco Gasparri, la sua degna spalla è senza dubbio l’attaccante di scuola Atalanta, che ha ritrovato il feeling con il gol nel momento più prezioso della stagione. Manca solo un passo alla ciurma di Di Marco per conquistare il tesoro salvezza, chissà che il dominicano non decida di metterci lo zampino anche in quella occasione.

Lucas Correa 5 – Ex poco amato in casa Pro Patria, il centrocampista argentino del Bassano (che a Busto Arsizio nel Dream Team che sfiorò la serie B era soprannominato il "Genio") ha rischiato di rovinare la festa ai biancoblu andando vicino a un gol che avrebbe messo a rischio i sogni promozione dei tigrotti, distanti ora un solo punto. Il palo ha salvato la porta di Sala e la residua reputazione di Correa tra i tifosi della Pro, che gli darebbero volentieri della "canaglia" – in argentino Canalla – se non fosse che, essendo lui nato e cresciuto nel Rosario Central, gli si farebbe un complimento.

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Pubblicato il 29 Aprile 2013
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