“Frera-Truffini, fui contraria fin dall’inizio alla compravendita”

Il sindaco Laura Cavalotti, nel 2010 a capo del servizio finanziario del comune, risponde alle accuse dell’ex presidente della Seprio: “Le carte dimostrano quanto dico e sono all’esame degli enti preposti. Io non ho nulla da temere”

«Evidentemente l’ex amministratore della Seprio Servizi ha rilasciato dichiarazioni di chi si arrampica sugli specchi, o meglio ha fatto come lo struzzo che mette la testa sotto l’ala». Il sindaco Laura Cavalotti risponde alle recenti affermazioni dell’ex presidente della società Seprio Patrimonio e Servizi, Gianfranco Crosta, che nel commentare i provvedimenti del comune in seguito alla delibera della Corte dei Conti (che evidenziava irregolarità nella compravendita della biblioteca Frera e di Villa Truffini), aveva chiamato in causa anche la Cavalotti, che ai tempi rivestiva il ruolo di capo servizio del settore finanziario del comune.
«Io diedi molti pareri negativi sull’operazione ed è tutto documentato agli atti – spiega oggi il primo cittadino -. E non solo: ogni settimana relazionavo alla giunta la situazione finanziaria del comune, proprio perchè fosse la giunta a decidere politicamente cosa fare dei pagamenti. I documenti sono tutti agli atti e saranno la Corte dei Conti e gli enti preposti a trarre le considerazioni necessarie su quanto avvenuto. Io sicuramente non ho niente da temere».

Sull’approvazione dell’allora rinegoziazione dei mutui del comune, avvenuta dopo la compravendita il sindaco precisa che «Come funzionario, dopo aver dato parere negativo all’operazione, mi sono limitata ad attuare una scelta amministrativa che fosse meno onerosa possibile per il comune su un atto di indirizzò politico. Non dimentichiamo che chi ha scelto questo indirizzo è la giunta comunale, con l’assessore alle finanze e il sindaco, e come amministrativi esisteva anche il direttore/segretario generale del comune». 
La Cavalotti rispondendo a Crosta torna ancora a parlare della compravendita definendola «una scelta politica che è stata sbagliata fin dall’inizio. La società, come scrive la Corte dei conti, è stato istituita per eludere le norme di finanza pubblica: una scelta sbagliata e perpetuata negli anni. La Seprio oggi ha un futuro solo per le attività attuali, quelle di farmacia e igiene ambientale». 
Tema affrontato da Crosta è anche il fatto che essendo la Seprio di proprietà del Comune, anche la Biblioteca e la Frera rimangono lo stesso al comune: «Nulla di più sbagliato – spiega la Cavalotti -. Se la società ha dei creditori che devono essere pagati, questi si rifanno sulle proprietà della società, e quindi sui due immobili. Non si può dire che oggi siano di proprietà del comune perchè non è vero».

Il primo cittadino rimanda al mittente anche l’accusa di cattiva manutenzione delle strade: «Grazie alla cattiva manutenzione delle strade negli anni passati l’assicurazione è passata da 80mila a 120mila euro l’anno, con una media di 60 sinistri all’anno. Nel 2012, quando abbiamo preso in carico noi la manutenzione delle strade gli incidenti sono scesi a 42. Inoltre oggi ci troviamo a fare i conti con manti stradali pessimi, che presentano anche dei cedimenti strutturali. Quindi meglio evitare di parlare di cattiva manutenzione».
«Sicuramente potremmo continuare per molto – conclude la Cavalotti -, ma le carte da esaminare sono tante e saranno gli enti preposti a fare tutte le valutazioni del caso».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Aprile 2013
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