Dopo 20 mesi dal furto, il cimitero rimane ancora senza il tetto
Sono passati quasi due anni dal furto delle coperture di rame del cimitero di Borsano ma ad oggi nulla è cambiato. E nessuno sa dire se e quando quei tetti torneranno.
Era la notte del 7 febbraio 2012. La neve cadeva copiosa sulla città. Mentre tutti pensavano a quali sarebbero state le condizioni delle strade la mattina successiva, qualcuno la macchina l’aveva già presa per mettere in atto il suo piano. Sfruttando la tormenta, è arrivato al cimitero di Borsano, ha rotto parte del muro di cinta e armato di funi e cacciaviti ha smontato i tetti della nuova ala del cimitero. Diverse decine di metri quadri di rame asportate dalle coperture dei loculi e vendute al mercato nero del prezioso metallo. Oggi, a 20 mesi da quella notte, la notizia non è certo quella dell’arresto degli autori del gesto. Anzi, la vera sorpresa è che dei tetti non c’è traccia. E questo non perchè siano stati nuovamente rubati ma perchè non sono mai stati reinstallati.
«Qualche mese fa sono venuti alcuni operai a riverniciare le strutture di ferro -ricorda una signora mentre sistema i fiori sulla tomba del marito- e tutti abbiamo pensato che avrebbero rimesso i tetti». E invece niente. Il tempo è passato e nulla è successo. «Noi non chiediamo che rimettano a tutti i costi il rame, ci mancherebbe» commenta un’altra signora dichiarandosi favorevole anche ad una semplice copertura di plexiglas. Una richiesta che non è certo meramente estetica ma che risponde anche a necessità di sicurezza. «Lei se la immagina una nonnina che sale sulla scala per raggiungere il 5 piano dei loculi sotto la pioggia?» chiede retoricamente un’altra signora evidenziando quello che è il problema più impellente per gli uomini e le donne che più o meno regolarmente frequentano il campo santo: il maltempo. Ci si prepara infatti ad un nuovo inverno -il secondo- senza alcun riparo per i fedeli che vengono a pregare sulle tombe dei propri cari.
E capire se e quando quei tetti torneranno non è facile. La stessa Agesp Servizi (che gestisce anche i cimiteri, ndr) non è riuscita a dirci una data per l’inizio dei lavori né una motivazione per questo ritardo. Ci si avvia così verso la celebrazione dei due anni senza tetti. «Noi siamo già pronti -ironizza una signora- le candele già ce le abbiamo».
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