Ferrovia, la speranza dei sindaci: “Adesso basta ostacoli”

La firma dell'accordo tra le aziende che sancisce la ripartenza dei lavori per la ferrovia Arcisate-Stabio non giunge inaspettata ai sindaci dei comuni coinvolti dall'opera che collegherà Italia e Svizzera

La firma dell’accordo tra le aziende che sancisce la ripartenza dei lavori per la ferrovia Arcisate-Stabio non giunge inaspettata ai sindaci dei comuni coinvolti dall’opera che collegherà Italia e Svizzera. Già nei giorni passati si erano succeduti degli incontri tra la Regione e i rappresentanti del territorio durante i quali i sindaci avevano ricevuto notizie che lasciavano sperare in un risvolto positivo della vicenda. Ora però, oltre alla felicità per una notizia indubbiamente positiva per un territorio rimasto fino ad ora ostaggio di un cantiere fantasma, i sindaci implorano all’unisono che ora si arrivi in fino in fondo.

IL CANTIERE A INDUNO OLONA E AD ARCISATE

«Quando avevamo incontrato il Governatore ci era sembrato che fosse più facile risolvere il grande problema dello stoccaggio delle terre che quelli relativi ai rapporti fra le due aziende Ics e Rfi», spiega il sindaco Maria Angela Bianchi di Induno Olona, prima città coinvolta dai lavori della tratta di competenza italiana e completamente attraversata dallo scavo della linea ferroviaria. «Adesso vogliamo solo che si vada avanti con maggiore impegno – spiega Bianchi -, attendiamo anche gli incontri con l’assessore regionale Del Tenno perché si dia voce anche alle esigenze dei nostri comuni. Per Induno Olona abbiamo già ottenuto due attraversamenti pedonali del cantiere e ne auspichiamo almeno un altro o un attraversamento automobilistico. Ma l’importante, per adesso, è che si sia ripartiti».

«Che adesso si riparta con l’impegno che Ics non ha avuto fino ad ora – commenta il sindaco di Arcisate Angelo Pierobon, che si ritrova il territorio comunale completamente squarciato dallo scavo del cantiere che, in alcuni punti, ha creato un vero e proprio corso d’acqua che attraversa le case -. Siamo molto felici ma sappiamo perché sappiamo che il cantiere verrà ripreso da subito ma sappiamo anche che la movimentazione vera e propria delle terre ricomincerà solo tra qualche mese. La soluzione trovata avrà bisogno, infatti, di un iter lungo almeno 4 mesi per la sua approvazione. L’importante comunque era avere un riscontro certo e fortunatamente adesso lo abbiamo. Di questo ringrazio il presidente Maroni e auspico che da oggi in poi non ci siano più ostacoli e che non subentrino altri nuovi stop da parte delle aziende perché i lavori da fare sono ancora tanti».

La soluzione prospettata per lo stoccaggio delle terre impegnerà una cava sul territorio di Arcisate e una presso il comune di Viggiù, per questo arriva anche il commento del sindaco Sandy Cane che spiega: «abbiamo accolto la notizia con molta soddisfazione anche perché stavamo facendo la figura dei cioccolatai anche con i vicini svizzeri che la loro parte dei lavori l’hanno già conclusa. Io – spiega Cane – mi sono fatta garantire che lo stoccaggio sul nostro com,une avverrà in sicurezza e con il giusto monitoraggio. Adesso che si prosegua con i lavori».
L’ultimo tratto del cantiere tocca anche Cantello, dove attraversa una strada provinciale per poi congiungersi con il tratto ferroviario elvetico. «Se è tutto vero siamo molto felici – spiega Nicola Gunnar Vincenzi, sindaco di Cantello -. Ora cercheremo di ottenere tutte le garanzie prima che il nostro comune venga coinvolto massicciamente dai lavori. In particolare chiediamo molta attenzione nel momento in cui bisognerà bloccare la strada provinciale, un passaggio molto trafficato che già porta molti problemi così com’è».

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Pubblicato il 22 Ottobre 2013
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