Operai e manager: un voto per limitare il divario in busta paga
Dopo la votazione dello scorso marzo, che ha fissato un limite alle retribuzioni esorbitanti, i cittadini svizzeri torneranno alle urne per decidere in merito ai "salari equi"
Uno a dodici. Potrebbe essere fissato per legge, il divario salariale all’interno delle imprese svizzere. Dopo l’eclatante risultato della votazione popolare del 3 marzo scorso che ha messo un freno alle retribuzioni per i top manager, i cittadini della Confederazione torneranno alle urne per due nuove iniziative dedicate al reddito.
La prima, è in programma il 24 novembre e si intitola "1:12 – Per salari equi". La votazione è stata proposta dalla Gioventù socialista che chiede, in sintesi, di introdurre un limite nella differenza tra gli stipendi più elevati e quelli più bassi (appunto un rapporto di uno a dodici). Il sito di informazione Swissinfo cita una classifica stilata dal sindacato Travail Suisse per documentare l’entità del divario salariale all’interno della Confederazione: in testa si trova Roche, dove il top manager ha guadagnato 261 volte più del dipendente meno pagato. Al secondo posto la Nestlé, con un divario pari a 238 volte lo stipendio più basso.
La seconda votazione si svolgerà il prossimo anno ed è stata lanciata dall’Unione sindacale svizzera per introdurre un salario minimo da adeguare periodicamente all’inflazione. Il reddito base proposto è di 22 franchi all’ora, circa quattromila franchi al mese.
Le due iniziative, anche alla luce del successo della proposta dello scorso marzo, hanno aperto un ampio dibattito tra gli economisti elvetici. La discussione riguarda in particolare l’impatto che potrebbe avere un intervento regolamentare di questa portata sul libero mercato.
Le opinioni a confronto (fonte www.swissinfo.ch) :
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