Tanti discorsi sull’eutanasia, ma nessuno parla dei suicidi

Il confronto tra il laico Veronesi e il cattolico Reale ha richiamato un folto pubblico che ha seguito con attenzione il dibattito organizzato nell'ambito del festival del racconto

La vita, la morte, l’eutanasia, il suicidio. L’accanimento terapeutico, la medicina e la tecnica. 
Se un laico e un credente si confrontano su questi temi ne esce una discussione ricca di riflessioni e spunti. Così ha pensato il comitato Amici di Piero Chiara quando hanno organizzato l’incontro che si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 6 ottobre, nella sala di villa Recalcati. Nell’ambito del festival del Racconto, il professor Umberto Veronesi che rappresentava la scienza e il filosofo Giovanni Reale paladino della spiritualità si sono confrontati sulla "Responsabilità della vita", in una visione che mette la medicina al servizio dell’uomo e delle sue scelte. A moderare il dibattito Gerardo Rigozzi. 

Un confronto che ha evidenziato numerosi punti di covergenza: da qualsiasi parte la si prenda, tutto parte e ritorna all’uomo, al rispetto dell”inviolabilità della sua persona, nella sua complessità di corpo e mente, uno imprescindibile dall’altra: « la medicina non può prescindere dall’uomo – ha rivelato il professor veronesi – perchè ogni malattia ha una storia che si intreccia con la psiche del paziente e questo conubbio non va perso di vista sulla via della cura».

Così l’accanimento terapeutico ( "Termine che non mi piace perchè è una contraddizione in termini" ha commentato Veronesi) ha messo in luce il diritto dell’uomo alla propria autodeterminazione, pur con la sfumatura che «Nessuno può togliere ciò che Dio, o se si preferisce, la Natura ci ha dato: la vita» ha sottolineato Reale ribadendo che nessuno può disporre di ciò che ha ricevuto e non generato : « Ma esiste il diritto a non volere la prosecuzione a tutti i costi di una terapia che allunga solo il tempo della malattia. Perchè se è vero che la medicina cura, è anche vero che non sempre guarisce. Allora se può essere accettabile l’"Eu-tanasia" altrettanto va negato il diritto alla "caco-tanasia" quella morte indotta esternamente. La vita non è un fatto negoziabile».

Il diritto alla scelta è stato ampiamente condiviso dal celebre oncologo che ha ricordato: «Esistono tre tipi di eutanasia: la cessazione della terapia, la terapia a base di morfina che annulla il dolore e accelera la morte, e l’induzione alla morte. E su quest’ultimo punto avviene la discussione etica e morale. Io ritengo, invece, che tutte e tre le modalità siano atti di pietà e che non si può imporre per legge il non rispetto di una scelta libera».

Tale discussione, hanno rilevato entrambi i relatori, andrebbe, però, affrontata al pari di un altro tema molto più diffuso nelle moderne società occidentali: il crescente numero dei suicidi: « Pochi sanno che in Italia ci sono molti più suidici che omicidi» ha dichiarato Veronesi. « perchè lo Stato non si occupa anche del nichilismo dei giovani, tra cui il tasso dei suicidi è in costante aumento?» ha ribadito Reale.

Il disagio esistenziale, dunque, è un cancro della società odierna e da qualsiasi parte la si voglia vedere, con razionalità o spiritualità, il cambio di rotta deve essere la priorità di ciascuno e di tutta la comunità

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Ottobre 2013
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