Il vicesindaco licenziato: “Punito per essere stato onesto”
L'ex vicesindaco Brugnoni dà la sua versione dei fatti che hanno portato il sindaco Paronelli a ritirargli tutte le deleghe
Dopo quattro anni di attività "licenziato" per un’assenza non giustificata. È successo a Gavirate dove il Sindaco Felice Paronelli, d’intesa con tutta la maggioranza compatta, ha ritirato tutte le deleghe all’ex braccio destro Claudio Brugnoni.
Dopo le ragioni della giunta, oggi a commentare, visibilmente emozionato, la sua estromissione è lo stesso Brugnoni: « Nonostante lo Statuto, all’articolo 24, parli di tre assenze ingiustificate, io mi sono ritrovato licenziato per un’assenza che ritenenvo di aver segnalato ma, probabilmente, non nei modi che il Sindaco si aspettava».
Il racconto dello stesso ex parla di un messaggio (SMS) inviato con il cellulare alla segreteria il giorno successivo al consiglio in cui annunciava la sua assenza per motivi personali: « Martedì, ero ancora bloccato così mercoledì mattina mi sono presentato nell’ufficio del Sindaco per chiarire la mia posizione. Paronelli, dopo avermi ascoltato, mi ha annunciato che il sabato dopo si sarebbe tenuta una riunione di maggioranza sulla vicenda».
Nel corso della riunione Brugnoni spiegò che improrogabili problemi personali gli avevano impedito di essere presente: « La riunione si concluse con la decisione di rimettere alla segreteria politica della Lega ogni decisione. Ma il partito rinviò la questione al Comune dicendo che erano questioni locali».
Da quel giorno, è iniziato il pressing del sindaco sull’ex vice per le dimissioni spontanee: « Si dice che io le abbia rifiutate, ma non è vero. Io ho chiesto e ho continuato solo a chiedere una nuova riunione di maggioranza per capire la fiducia dei componenti verso il mio operato. In tutta risposta è stata organizzata una riunione a cui non ho potuto partecipare per "non influenzare" l’andamento della discussione. All’indomani della riunione mi è stato posto l’aut aut e, in mancanza del mio gesto, il Sindaco ha ritirato le deleghe».
Claudio Brugnoni ora chiedere di sapere esattamente cosa sia successo: « Mi stanno danneggiando come persona. Non c’è un solo motivo di natura amministrativa o politica che giustifichi questa decisione. Io non avevo avuto alcuna avvisaglia che il clima nei miei confronti fosse così sfavorevole. Per questo motivo, vorrei capire esattamente cosa sia successo. Io ho un nome professionale da difendere e questo attacco è diretto a me e alla mia professionalità».
Licenziato Brugnoni, a far parte della giunta è stata chiamata Graziella Broggini, ex capogruppo militante della Lega Nord, che avrà le deleghe alle attività produttive e alle frazioni, un settore delicato che potrebbe diventare difficile appena l’amministrazione avvierà il programma, ventilato da tempo, di ottimizzazione delle scuole con la chiusura dei poli scolastici periferici. L’incarico di vice è stato assegnato ad Andrea Marabelli che ha l’assessorato ai lavori pubblici.
«Quello che più mi amareggia – sottolinea Brugnoni – è che sono stato allontanato per essere stato leale e corretto. Avrei potuto inventarmi qualsiasi scusa, invece, ho agito in buona fede, sapendo che alla prima occasione mi sarei scusato pubblicamente con il Consiglio, la Giunta e i cattadini».
Ora a Claudio Brugnoni rimane la presidenza del Distretto dei 2 Laghi: « Ho letto che per il Sindaco è un incarico che rimarrà solo se io sarò fedele alla giunta. Mi sembra un avvertimento e una minaccia: ma il Distretto è un consorzio che raggruppa 5 comuni e diverse associazioni. Come si può pensare che la sua carica più alta dipenda dalle questioni interne di un solo comune? Inoltre io chiedo di essere giudicato per quel che ho fatto: in questi anni ho portato al territorio 1 milione e 200.000 euro. Abbiamo ricevuto un premio da Smau, sono stati assegnati recentemente altri 150.000 euro. Credo che il Distretto 2Laghi sia una delle realtà più frizzanti e costruttive che ci siano. Le valutazioni si devono basare sui fatti».
Brugnoni ha preparato su un tavolo tutte le sue cose. Sta per lasciare il suo ufficio in Villa Ponce de Leon: « Non so quello che capiterà tra sei mesi quando ci saranno le elezioni. Io, di certo, rimango un uomo al servizio della Lega e delle idee di sviluppo e di tutela del territorio che questo movimento ha sempre portato avanti. Forse c’è chi si muove con altri interessi. Ma a me poco importa».
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