Cos’ è cambiato nel Pd

I commenti dei leader che spiegano che cosa è davvero accaduto, e se domani si potrà ancora parlare di sinistra

Il futuro del Partito Democratico inizia con Matteo Renzi, neo segretario incoronato dalle primarie. Le primarie sono finite, ora inizia la formaizone del gruppo dirigente. Ma intanto anche a Varese ci si interroga. (segue dopo la foto)

Il capogruppo regionale Alessandro Alfieri  raccoglie i frutti del cambiamento

"Grande soddisfazione per la partecipazione, oltre le aspettative – ha commentato il coordinatore del PD Lombardo Alessandro Alfieri – Il messaggio di cambiamento di Renzi, che ha avuto un successo straordinario anche in Lombardia, va valorizzato in vista delle prossime amministrative. E in prospettiva sarà utile per contrastare con più forza il centrodestra in Lombardia".

Giuseppe Adamoli, ex consigliere regionale, chiede a Matteo Renzi di raggiungere gli obiettivi politici che hanno suscitato molte speranze nell’elettorato, tra cui la riduzione dei costi della politica.

ll mio amico Piero, alto dirigente di Confindustria nazionale, ieri dopo Messa mi diceva: “adesso vedremo quanto tempo ci metteranno ad impallinare anche Renzi”. 
Lo scudo del leader non saranno tanto i risultati straordinari dell’affluenza e del consenso personale che, sia pure in situazioni di minore sfiducia verso la politica, avevano conseguito anche i suoi predecessori.
No, lo scudo sarà dato dalla capacità che avrà di incarnare una sinistra moderna che vuole creare ricchezza per poterla ridistribuire, che pone il lavoro e l’impresa al primo posto, che premia il merito, che abbandona i residui e le scorie dell’assistenzialismo statalista, che riscopre l’ambiente come valore assoluto, che tra le sue ambizioni quotidiane mette “scuola, università, ricerca”, che ha profondo rispetto verso i sindacati nella reciproca indipendenza.
Gli obiettivi immediati sono due: il cambio di rotta del governo Letta e le riforme istituzionali per risparmiare un miliardo di euro sui costi della politica.
Ritengo il secondo obiettivo più difficile del primo. Eliminare definitivamente le Province (comico sarebbe rinnovarle con il voto in primavera) è un ostacolo relativamente basso. L’abolizione del Senato elettivo per semplificare il Parlamento e tagliare i parlamentari è come una montagna da scalare con le scarpette da passeggio.

Il segretario provinciale Samuele Astuti sottolinea il mandato politico che gli elettori hanno dato al paritto, e cioè il cambiemento, sia nei contenuti, che nelle forme. 

Il voto  dice chiaro e forte che c’è una grandissima energia. Questo dimostra la voglia di innovazione e cambiamento che c’è tra le persone. Ora bisogna lavorare per non disperdere questa energia e lavorare seriamente. La direzione e’ chiara. 

C’è molto senso di reponsabilità nelle parole di chi ha sostenuto la mozione Cuperlo, come Fabrizio Mirabelli, capogruppo del Pd in consiglio comunale.

La politica è difficile. Difficili sono le sue le regole. Ma vanno accettate e rispettate. Sia quando si vince sia quando si perde. Matteo Renzi ha vinto e ora ha la responsabilità di non deludere la speranza che ha suscitato. Buon lavoro al nuovo segretario del PD.

Interessante il commento su facebook di Roberto Caielli, ex sindaco di Sesto Calende e membro della vecchia segreteria provinciale del Pd. 

Sto pensando che se i miei fratelli e due figli su tre "hanno vinto" e sono contenti forse non ho gran motivo di non esserlo anch’io. Insomma, Renzi non è stato scelto da infiltrati berluscones, ma dagli stessi che hanno scelto Bersani un anno fa: chi stava ai seggi ha visto chi è venuto a votare. 



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Pubblicato il 09 Dicembre 2013
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