Torna in Italia la statua romana rubata dallo studio di Canova
Il frammento di un antico sarcofago, sottratto dalla facciata del palazzo di Roma, nel 1986, è stato ritrovato in Svizzera e consegnato dalle autorità elvetiche a quelle italiane
Quando l’hanno ritrovata, tra le opere d’arte di una collezione ricevuta in eredità, gli operatori di una fondazione della Svizzera Romanda hanno capito di avere tra le mani qualcosa di speciale. E fortunatamente si sono anche chiesti come, quella donna elegante scolpita nel marmo, fosse arrivata fin lì. Il reperto, che si è scoperto essere il frammento di un antico sarcofago, è stato quindi consegnato alle forze dell’ordine e successivamente identificato grazie al lavoro congiunto della Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale, dell’Ufficio federale della cultura (UFC) e delle autorità italiane. Gli agenti hanno scoperto che la scultura ritrovata era stata rubata nel 1986 dalla facciata di Palazzo Canova, lo studio di Roma dove, nell’ottocento, il celebre scultore lavorò e collezionò alcune opere di età antica.
Gli agenti hanno scoperto che la persona che l’ha strappata dalla parete esterna dell’edificio l’ha poi ceduta e circa venticinque anni fa, una collezionista svizzero romanda, l’ha acquistata da un gallerista ticinese in una fiera di antichità a Basilea.
L’opera è entrata a far parte di una collezione privata la cui proprietaria, appassionata di arte, aveva deciso di lasciare in eredità a una fondazione. È stato quindi dopo la morte della donna che gli addetti dell’organizzazione, nel riordinare le opere, hanno trovato il frammento e hanno comunicato la sua dubbia provenienza. In base alla legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali si è quindi proceduto, come annunciato nei giorni scorsi, alla sua restituzione che è avvenuta questa mattina al Centro di cooperazione di Chiasso.
All’incontro hanno partecipato Carine Simoes, capo supplente del Servizio specializzato trasferimento beni culturali dell’Ufficio federale della cultura, il capitano della Polizia cantonale Christophe Cerinotti, responsabile del CCPD, il tenente Marco Zambetti responsabile del Reparto Giudiziario II, il commissario capo Angelo Fieni della Sezione Reati contro il patrimonio e responsabile delle inchieste relative a furti e trasferimenti di opere d’arte e beni culturali, il coordinatore italiano del CCPD tenente colonnello della Guardia di finanza Luca Cristalli e il capitano Francesco Provenza, comandante del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Monza.
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