Il liceo Grassi chiude la succursale. Galli: ” È solo un trasferimento”
Preoccupazione per la notizia della chiusura della sede distaccata dello scientifico. Si teme di perdere alunni e iscrizioni. Il Commissario assicura che non ci saranno tagli
In tempi di contenimento della spesa, la Provincia di Varese razionalizza il proprio patrimonio edilizio scolastico. E mentre a Varese si cercano alternative plausibili per accogliere gli studenti del linguistico Manzoni e quelli dell’Einaudi ospitati in due stabili del Comune, a Saronno la succursale del liceo scientifico Grassi chiude e gli studenti trasferiti in stabili limitrofi alla sede centrale. Si tratta di spazi di proprietà della Provincia che così conta di abbattere la spesa di affitto e di gestione della vecchia succursale, costi che si aggiravano attorno ai 150.000 euro.
« L’accordo risale all’estate scorsa – spiega il commissario Dario Galli – d’intesa con il preside abbiamo razionalizzato la dislocazione delle aule. Abbiamo individuato gli spazi alternativi a meno di centro metri dal liceo e deciso le classi complessive».
A ridosso delle iscrizioni, però, quella chiusura ha spaventato genitori e alunni che temono un impoverimento dell’offerta scolastica: « Se ci chiudono le dodici classi della succursale – commentano a scuola – vuol dire che il liceo andrà a morire anche perchè il 40% degli iscritti arriva da fuori provincia e lo sbarramento messo a chi non è varesino uccide le scuole saronnesi». Il Commissario rassicura tutti: « Non c’è alcuna intenzione di smantellare o di impoverire l’offerta scolastica e l’impegno della Provincia di questi anni dimostra l’esatto contrario. Se c’è un ente che ha investito tanto nell’edilizia scolastica quello è la Provincia».
Nessun problema di numeri, dunque e nessun problema di selezione a seconda del comune di provenienza: « A livello provinciale – spiega Galli – abbiamo indicato come criterio di accettazione la territorialità. Questo perchè abbiamo una percentuale di studenti di fuori provincia che è del 20%. Considerando i costi sostenuti per ogni ragazzo, vuol dire che i varesini sborsano circa 1 milione e mezzo di euro per gli studenti extra territoriali. A questo punto, se una scuola si trova a dover scegliere chi tenere e chi mandare via in condizioni di iscrizioni in esubero, si chiede di valutare bene la provenienza dello studente».
Si avvicinano le iscrizioni e il fermento è alto. Ogni anno, le scuole di tutta la provincia non riescono a soddisfare 500/700 domande di iscrizioni: « Si tratta di iscrizioni in eccedenza rispetto alla propria capacità – spiega il dirigente dell’Ufficio scolastico Claudio Merletti – ma anche gruppi di alunni troppo esigui per costituire una classe. Abbiamo sensibilizzato i presidi: le regole sono chiare e quest’anno non si faranno sconti».
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