Fuga d’Egitto e felice ritorno. La storia di Amir

Inauguriamo una nuova rubrica curata dal Villaggio Sos di Morosolo. Storie di accoglienza e solidarietà che raccontano le difficoltà di madri, bambini e ragazzi ma anche la bellezza di una famiglia ritrovata, come è successo al giovane Amir

Varesenews inaugura una nuova rubrica: "Il sabato del villaggio" curata dal Villaggio Sos di Morosolo. Storie di accoglienza e solidarietà che raccontano le difficoltà di madri, bambini e ragazzi ma anche  la bellezza di una famiglia ritrovata, come è successo al giovane Amir.

Chi è e che cosa fa il Villaggio Sos di Morosolo
– Sos Villaggi dei Bambini è una cooperativa sociale nata nel 1972 che opera nel campo dell’aiuto alle famiglie in difficoltà e costituisce una risposta sociologicamente e pedagogicamente avanzata nell’ambito della prevenzione. Il Villaggio di Morosolo è composto da tre case famiglia dove vivono bambini da 0 a 12 anni, due comunità che ospitano ragazzi/e preadolescenti, due case per l’autonomia dei giovani, una casa per mamma e bambino, un micronido, un centro diurno. Il Villaggio infatti si prende cura delle giovani gestanti e/o mamme con i loro bambini. L’obiettivo, quando è possibile, è far rientrare i bambini nelle famiglie d’origine e tenere insieme i gruppi di fratelli.  Le azioni preventive attuano progetti e servizi in favore delle famiglie e i servizi sono certificati ISO 9001:2008. Il Villaggio sos ha ricevuto il Premio Amico della Famiglia assegnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento delle Politiche per la Famiglia.
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Amir arriva al Villaggio in una sera di novembre del 2011. È spaventato, sporco, infreddolito, non risponde alle domande. Ha molta paura. Dopo qualche giorno, circondato dal calore della comunità, ci racconta un primo pezzetto della sua storia: ha 16 anni, è fuggito dall’Egitto in guerra ed è approdato in Italia dopo 11 giorni in mare e aver rischiato più volte la vita. Non sa dove, ma solo che il viaggio per Milano con un piccolo gruppo di compagni di fuga è durato 9 ore. Per alcune settimane è ancora guardingo, spaurito.
Poi con l’aiuto degli educatori e del mediatore culturale, incomincia a fidarsi. Si inserisce nel gruppo dei coetanei del Villaggio utilizzando lo sport, il calcio, come catalizzatore. Ma è soprattutto verso i più piccoli che manifesta un’affettuosa predisposizione, conivolgendoli con dolcezza in occasioni di gioco e dimostrando una capacità di accudirli inconsueta in un ragazzo della sua età.
A questo punto Amir (il nome è di fantasia) è pronto a parlarci della sua famiglia: ha 4 fratellini più piccoli che ha lasciato nel suo paese insieme a un pezzo del suo cuore. Con loro è cresciuto, li ha sempre accuditi e parla di loro con struggente nostalgia. Durante l’estate chiede alle educatrici del Centro Estivo e del micronido “Lo Scoiattolo” di poterle aiutare con i bambini più piccoli delle fascia tra i 3 e i 5 anni.
Non ha difficoltà nella cura dei piccoli, dalla pappa, al sonnellino, al cambio del pannolino. Quando non lo si trova basta andare nel parco ed eccolo a spasso con un gruppetto di bimbi o a spingere un passeggino. Nei due anni trascorsi al Villaggio impara discretamente l’italiano, sia parlato che scritto. Questo gli consente di coltivare delle relazioni anche all’esterno del Villaggio: alcuni connazionali e soprattutto gli amici conosciuti a scuola, l’Isis di Varese per operatore meccanico, che frequenta con buoni risultati. Nel frattempo nel suo paese si è modificata sia la situazione famigliare sia quella politico-sociale che l’avevano indotto a fuggire. Rientrare in Egitto diventa il suo sogno. Il Villaggio lo affianca in questo percorso piuttosto travagliato, anche verificando grazie al mediatore culturale, le reali possibilità di un progetto di vita in Egitto. Nel frattempo Amir diventa maggiorenne e a fine 2013 torna a casa usando i risparmi di due anni per portare doni ai fratellini: scarpe, magliette giocattoli e un trolley pieno di tavolette di cioccolato che suscita l’ilarità degli addetti ai controlli in aeroporto.
Una volta ritornato in Egitto, Amir si iscrive all’università e inizia una nuova vita senza però mai dimenticare il legame che si è creato in Italia. E così, anche grazie ai social networks, il ragazzo  è in costante contatto con il Villaggio, con gli amici e gli operatori che tiene informati sul suo percorso di studio e di vita. Un bel risultato.
Dare una speranza di vita migliore a un ragazzo che, come tanti, aveva smarrito la strada è il nostro arduo compito, fatto di tante cose che non si vedono ma restano incise nell’animo. Aiutateci a proseguire in questo silenzioso lavoro dandoci il vostro sostegno.

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Per informazioni:
Villaggio Sos di Morosolo
Via S. G. Emiliani 3 – 21020 Morosolo (VA) Tel. 0332 826009 – fax 0332 210659 www.villaggiososmorosolo.it

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Pubblicato il 29 Marzo 2014
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