Truffa per i corsi di formazione professionale, sei denunciati
I responsabili sono accusati di indebita percezione di fondi pubblici per oltre un milione e 200 mila euro. "Falsificati i registri di classe". Le Regione si attiva per ritirare l'accredito alla struttura
Registri di classe inventati, fondi pubblici per oltre un milione di euro intascati e addirittura gli strumenti con cui i giovani avrebbero dovuto studiare che "sparivano" dalle classi del Cfp. Queste le accuse di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Varese che han denunciato a piede libero sei persone.
Si tratta dei responsabili di un Centro di Formazione Professionale accreditato presso la Regione Lombardia, che dovranno rispondere dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di
erogazioni pubbliche, falso in bilancio ed indebita percezione di fondi pubblici per un totale
di 1.223.877,00 euro
Sono infatti accusati di aver falsificato i registri di classe ("in alcuni casi li hanno addirittura
inventati"), per far sì che risultassero le ore di lezione dei tutor, dei coordinatori, dei
codocenti. Peccato che gli studenti non abbiano mai visto queste figure nella loro scuola.
Hanno anche formato falsi documenti di spesa rendicontati alla Regione Lombardia ed alla
Provincia di Varese, per i corsi di formazione finanziati dai citati Enti Pubblici. Addirittura gli
studenti dovevano portarsi da casa anche gli strumenti necessari all’apprendimento
professionale (che avrebbe dovuto fornire la scuola) e spesso notavano che i pochi oggetti
da lavoro presenti in aula sparivano dai banchi di scuola per poi ricomparire presso i
negozi dei propri “insegnanti”.
L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio – pm Nadia Calcaterra –, si è basata sulla certosina ricostruzione da parte dei militari delle Fiamme Gialle della copiosa documentazione amministrativo-contabile acquisita presso l’istituto di formazione, compresi i registri di classe e i fogli presenza.
L’accurato incrocio tra i dati economico/finanziari di bilancio e le risultanze dei documenti
di spesa, nonché le decine di testimonianze rese dagli studenti e dal personale dipendente
dell’istituto medesimo, hanno consentito di portare alla luce l’ennesimo episodio di
malaffare che spesso si manifesta quando di mezzo c’è il denaro pubblico.
Le violazioni sono variegate, visto che spaziano dalla truffa aggravata per il conseguimento di
erogazioni pubbliche, al falso in bilancio fino all’indebita percezione di fondi pubblici.
L’istituto di formazione di Gallarate ha infatti percepito erogazioni pubbliche dal 2003 al
2011, ed ogni anno incrementava in maniera esponenziale gli importi che illecitamente
intascava chi si celava dietro questa organizzazione “formativa”.
La Regione Lombardia, preso atto della situazione accertata dalle Fiamme Gialle gallaratesi, ha già stabilito un piano di uscita dell’ente scolastico dall’elenco degli istituti accreditati, al fine di consentire la chiusura degli anni scolastici in corso, a tutela degli studenti.
È un nuovo episodio di frode nel settore della formazione, ambito della spesa pubblica non estraneo alla perpetrazione di fatti illeciti, in questo caso con l’aggravante del danno arrecato agli studenti.
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