Confartigianato: “Sulla Tari i Comuni ascoltino le nostre proposte”
Quattro proposte avanzate da Confartigianato per rendere più equa la tassazione sui rifiuti
È da circa un anno che Confartigianato Imprese Varese sta monitorando la tassazione sui rifiuti nei comuni della nostra provincia. Un’analisi complicata dalle varie mutazioni che questa tassa ha subito e che il centro studi dell’associazione ha tradotto in una serie di proposte rivolte proprio ai comuni.
Proprio per questo, all’indomani della pubblicazione del regolamento sullo smaltimento dei rifiuti, approvato pochi giorni fa dal Comune di Saronno, si è alzata forte la voce di Confartigianato che invita l’amministrazione a rivisitare le decisioni prese. Le proposte, ricavate dallo stesso sito dell’associazione, si rifanno a quattro principi fondamentali:
Secondo Confartigianato, la Tari non deve essere una patrimoniale sul metro quadro. Per questo i Comuni devono applicare una ripartizione razionale, oggettiva e sostenibile dei costi fra utenze domestiche (i cittadini) e non domestiche (le imprese) per evitare che quella che dovrebbe essere una tariffa per l’effettivo utilizzo del servizio si trasformi in una “patrimoniale mascherata” a danno delle sole attività produttive.
Inoltre, sempre secondo l’analisi svolta dal centro studi dell’associazione, bisogna: «Evitare che sulle imprese ricada l’aggravio del doppio costo sullo smaltimento dei rifiuti speciali. Da lungo tempo gli imprenditori, che smaltiscono i propri rifiuti speciali al di fuori del servizio comunale, si vedono applicare anche la tariffa rifiuti sulla base di una interpretazione inappropriata del principio di “assimilabilità” ai rifiuti urbani. E’ un aggravio di costi stimato in 2 miliardi di euro all’anno».
Le riduzioni concesse dai Comuni, continua Confartigianato, per i rifiuti avviati “a recupero” sono spesso ridicole. Il valore commerciale degli scarti di lavorazione riciclati, quindi, è annullato quasi totalmente con il pagamento della tassa rifiuti.
«Diversamente da quanto accaduto con la TARES – prosegue l’associazione – non vogliamo che gli “sconti” riconosciuti ad alcune categorie ricadano come maggiori oneri sulle altre. La correttezza amministrativa impone il rigore nel correlare le entrate fiscali con i costi effettivi del servizio, e non la semplice quadratura matematica del Bilancio».
«Con questi quattro principi – ha dichiarato Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Varese – esprimiamo la nostra forte preoccupazione nei confronti delle imprese, e chiediamo espressamente alle amministrazioni comunali un forte senso di responsabilità. Siamo da sempre pronti ad affiancare le nostre aziende con le attività di verifica delle banche dati che i Comuni dovrebbero realizzare. Ed è un auspicio che, dopo la TARES, rinnoviamo anche in occasione dei Regolamenti TARI come attività propedeutica ad un corretto calcolo dell’imposizione tributaria. La tutela dell’ambiente è un tema troppo importante perché veda coinvolte solo le imprese e non tutta la collettività: anche i comuni, dunque, sono chiamati a fare la loro parte con servizi, tributi e regole chiare e sostenibili».
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