Crisi, lavoro e apprendistato: i dati di Confartiganato

L’osservatorio del mercato del lavoro di Confartigianato ha diffuso i dati della ricerca che dal 2009 ad oggi ha visto come è cambiato questo mondo. E se molte voci sono accompagnate dal segno meno, “investendo sui giovani apprendisti si può cambiare rotta"

E’ durata 5 anni la ricerca di Confartigianato sul mercato del lavoro e i risultati di questo corposo dossier da 68 pagine sono stati presentati all’interno del convegno dedicato all’apprendistato.
«Ci siamo basati sui cedolini paga dei nostri associati -spiega Giulio di Martino del Centro Studi dell’associazione- contando 13.421 lavoratori in 2.140 aziende». Dal 1 gennaio 2009 ad oggi, però, «abbiamo assistito ad un calo degli occupati del 18% mentre le aziende sono diminuite di quasi il 21%». Complessivamente sono state le aziende del sud della Provincia (quelle sotto Varese, ndr) a soffrire maggiormente così come sono state le imprese più piccole ad accusare peggio il colpo della crisi. Sul lato delle assuzioni solo ristorazione, riparazione macchinari e trasporti segnano un timido segno positivo incoronando il 2013 come l’anno più difficile per tutti. L’analisi dei contratti testimonia poi come i contratti a tempo indeterminato siano in caduta libera (-21% dal 2009) con un rallentamento nella caduta nel 2013 (-4%). Sono esplosi invece i contratti atipici ( +39%) e i tirocinanti e gli stagisti sono quadruplicati ( +420%) mentre parallelamente l’età media delle imprese si è impennata: sono cresciuti del 50% i dipendenti con più di 56 anni mentre i dipendenti tra i 46 e i 55 sono aumentati del 18%. Tutte le altre fasce d’età sono precipitate: -37% per i giovani tra 26 e 35 anni, -49% per chi ha tra i 19 e 25 anni e addirittura un -87% per gli under 18. «Questo è il dato più preoccupante -spiega Giulio di Martino- perchè significa che non c’è ricambio generazionale e che i giovani non sono formati per succedere agli imprenditori di oggi».

In questo scenario, che ruolo può avere l’apprendistato? «Il dato provinciale è in linea con quello nazionale che si attesta intorno all’11%», spiega Di Martino distinguendo però tra le varie categorie di artigiani: «Ci sono settori, come l’estetica e le acconciature, in cui viene abbondantemente utilizzato mentre altri settori in cui è meno frequente» anche se, complessivamente, negli ultimi anni si è assistito ad un crollo di questo tipo di contrattualità: -60% dal 2009. Un segnale in grado di dare un po’ di speranza è quello che riguarda i giovani e le piccole imprese: «In queste realtà c’è un apprendista ogni quattro dipendenti e questo testimonia la vocazione alla trasmissione della conoscenza dei nostri artigiani». E c’è di più. Oltre l’86% degli apprendisti ha meno di 22 anni segnando un +1% rispetto al passato e ben il 93% degli apprendisti abita entro i 15 chilometri dal posto di lavoro.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Maggio 2014
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