Studenti in marcia per la legalità: “Siete voi il nostro esercito migliore”

Oltre 800 studenti hanno marciato per le vie della città per testimoniare l’importanza della legalità. “Non vi chiediamo di fare gli eroi -ha detto loro il Procuratore Alberto Nobili- ma di fare semplicemente il vostro dovere"

«Siete voi il nostro esercito migliore, siete voi le persone che fanno più paura alla mafia». E’ con questo parole che il Procuratore della Repubblica Alberto Nobili ha accolto gli oltre 800 ragazzi che nella mattina di venerdì 23 maggio hanno preso parte alla marcia della legalità a Busto Arsizio. «Nessuno si può e si deve tirare fuori da questa lotta» ha continuato Nobili precisando che «non vi stiamo chiedendo di fare gli eroi ma di fare semplicemente il vostro dovere». Solo 22 anni fa «qui in Italia centinaia di persone sono morte per fare il loro lavoro -ricorda il Procuratore- ma quelle stragi ci hanno insegnato una cosa: è di voi che la mafia ha più paura». La risposta della popolazione, la diffusione della cultura della legalità «è ciò di cui i mafiosi hanno più timore e proprio per questo che è straordinario opporre ad una tragica commemorazione come quella di oggi la vità, la gioia e l’energia che vedo tra voi». Prima di lasciare iniziare la lunga marcia per le vie della città, il Procuratore ha voluto affidare un pragmatico messaggio ai molti giovani: «C’è bisogno di voi. Abbiamo bisogno di ricominciare da voi -ha detto- e per questo dovete diffondere la cultura della legalità che é informazione, preparazione e comprensione di cosa accade intorno a noi. Questa cultura é coraggio e orgoglio. Non vi si chiede di fare gli eroi ma apprezzare il gusto della legalità, di vivere nella civiltà, di conoscere diritti e doveri e pretendere che anche gli altri lo facciano. Vi chiediamo di denunciare le ingiustizie, di mon accettate il gioco dei violenti ricordandovi che non resterete mai soli in questa lotta». 

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E così sono partiti i giovani, in marcia come dei soldati rumorosi e colorati, per ricordare a tutti che anche a Busto Arsizio in questo 23 maggio è la legalità che deve essere ricordata. Questi studenti delle scuole medie cittadine è da tutto l’anno che stanno affrontando la tematica, aiutati dagli operatori del PIME e dalla Consulta Antimafia di Busto Arsizio, incontrando e approfondendo le storie di personaggi come Nelson Mandela, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Aung San Suu Kyi e Peppino Impastato. Sono stati proprio questi celebri personaggi ad essere ricordati nelle quattro diverse tappe della manifestazione tra applausi, flash mob e minuti di silenzio che hanno emozionato molto. Specialmente quando, davanti al Tribunale di Busto Arsizio, è stato osservato un lungo minuti di silenzio per ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Non c’è solo il ricordo nella marcia della legalità di Busto ma anche tanta voglia di fare. Proprio per questo il corteo si è fermato davanti al civico 7 B di via Quintino Sella: «questo è uno stabile sequestrato alla mafia -viene scandito al microfono- e come questo ce ne sono altri 7 a Busto Arsizio». Una tappa, nel ricordo di Peppino Impastato, per chiedere a gran voce «che in questi posti torni a splendere la luce della legalità» e che è stata l’ultima prima dell’arrivo del corteo nel parco del Museo del Tessile. «Oggi tra di voi ho visto un ragazzo con uno striscione -ha detto Davide Borsani, presidente dell’Organismo Antimafia del Comune di Busto- su cui c’era scritto: "Si scrive legalità, si legge felicità". E’ proprio questo che speriamo vi porterete a casa quest’oggi».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2014
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