“Troppa pioggia”, Coldiretti preoccupata per i raccolti
A patire i danni più gravi saranno, secondo l'associazione, i produttori di cereali e ortofrutta
Più che la grandine, sono stati pioggia e sbalzi termici a rovinare le prospettive di buoni raccolti per l’agricoltura del Varesotto, particolarmente nella fascia meridionale della provincia. A patire i danni più gravi, i produttori cerealicoli ed orticoli, che vedono i raccolti compromessi o rovinati per la troppa pioggia: colpiti frumento e triticale quasi pronti alla mietitura, con le macchine agricole impossibilitate a entrare nei campi per la raccolta. Ma a subire gli effetti del maltempo è anche il mais, in una situazione delicata come quella del pieno sviluppo colturale: solo un repentino cambio di clima potrebbe risolvere, almeno parzialmente, la situazione. Colpite anche le colture di soia. “Centinaia gli ettari interessati” commentano il presidente e il direttore di Coldiretti Varese Fernando Fiori e Francesco Renzoni. “I marcati sbalzi termici delle ultime settimane – con temperature diurne vicine ai trenta gradi che incrociano, specie nel pomeriggio, l’aria più fresca che scende dall’arco alpino fino alla pianura – fanno temere il verificarsi di eventi anche più devastanti, che non hanno risparmiato altre zone della Lombardia, alle prese con grandinate violente, peraltro abbattutesi anche sul Varesotto nelle scorse settimane.
Aggiunge il vicedirettore Paolo Frigo: “Il ripetersi di queste perturbazioni dopo i picchi di caldo conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano proprio con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense con vere e proprie bombe d’acqua, che possono anche sfociare in grandinate”. E sono proprio i chicchi di ghiaccio uno dei problemi maggiori e meno prevedibili per gli agricoltori. Basta poco per vanificare il lavoro di mesi. L’anno scorso, all’inizio di luglio, a causa di una terrificante grandinata ci furono danni per oltre 100 milioni di euro nella bassa Lombardia (province di Brescia, Cremona e Mantova) con più di tremila aziende agricole coinvolte e oltre 40 mila ettari di campi. Il maltempo non risparmiò niente: mais, soia, ortaggi, meloni, angurie, vigneti, serre e vivai. E non si tratta nemmeno di un fenomeno circoscritto alla sola area prealpina, ma che riguarda la penisola in generale, con una particolare recrudescenza proprio nel settentrione: se nella prima decade di giugno le temperature massime sono risultate superiori di 2 gradi rispetto alla media nazionale del periodo (dati Ucea), nel nord Italia, i livelli massimi sono stati superiori addirittura di 3,1 gradi (nel centro Italia lo scarto è stato di +1,7 e al sud il differenziale era pari a +0,8 gradi). Poi però è arrivata la pioggia accompagnata agli sbalzi tra caldo e freddo: “I nostri campi e i nostri vigneti si trovano in una fase stagionale delicatissima dalla quale dipendono i risultati e le opportunità di lavoro di molte aziende agricole”.
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