“Non ci sono i soldi per i fuochi, aiutateci a pagarli”

Mancano risorse per pagare i botti alla festa del paese: il sindaco chiede ai residenti di aprire il portafogli. L’opposizione: “Riduciamo gli stipendi di noi amministratori”

fuochi artificialiLe tradizioni sono importanti, ma a volte tenerle vive costa. E a metà settembre ci sarà anche il cardinale Angelo Scola in occasione della ricorrenza del Santo Nome di Maria: come fare se mancano i soldi per i fuochi d’artificio per la festa del paese? Semplice, si chiedono ai cittadini.
Il sindaco di Porto Ceresio Giorgio Ciancetti in un volantino distribuito giorni fa a tutte le famiglie chiede uno “sforzo economico” ai residenti di Porto, atto che certamente non passerà inosservato e che ha spinto la minoranza ad optare per una controproposta.
Fino a due anni fa il comune ha finanziato i fuochi pirotecnici in occasione della festa del Santo Nome di Maria – scrive infatti il sindaco, che racconta come l’impegno dell’amministrazione a sostenere questa festa diventata oramai una tradizione sia cominciato due decenni fa – ma i tempi sono cambiati, per cui il Comune non può più pagare i fuochi d’artificio”. La crisi, a dire il vero, cominciò a mordere già l’anno scorso tanto che la riuscita della manifestazione fu resa possibile dall’aiuto di commercianti e associazioni. Quest’anno, oltre a questa fonte di finanziamento, il sindaco ha chiesto una mano anche ai suoi concittadini: “Uno sforzo economico, secondo le possibilità e le volontà”.
Oltre all’economia che non gira, ci ha messo lo zampino anche la spending review: “Non me la sono sentita di finanziare integralmente lo spettacolo pirotecnico con le sole risorse comunali: non ho ritenuto giusto dover tagliare spese per i servizi ai cittadini e quindi ho deciso di lanciare questo appello. Il comune ci mette una parte dei soldi, ma siamo 3.030 residenti: basterebbero meno di 10 euro a famiglia e la festa sarebbe assicurata” ha spiegato al telefono Ciancetti. Ma, facendo l’avvocato del diavolo, una domanda sorge quasi spontanea: non si poteva rinunciare allo spettacolo pirotecnico, se i soldi non ci sono? “E’ un’ipotesi che non abbiamo preso in considerazione: chiediamo ai cittadini di darci una mano per la buona riuscita dell’iniziativa”, ha aggiunto Ciancetti. Per questo sono stati istituiti quattro esercizi pubblici dove poter donare un’offerta per la festa. Su come stia andando la raccolta, è ancora presto per dirlo “anche se – conclude il primo cittadino – non ho ricevuto lamentele quindi credo che i miei concittadini aderiranno a questa proposta”.
Proprio oggi, 13 agosto, l’opposizione ha protocollato una lettera aperta al sindaco e all’amministrazione che ipotizza una soluzione al problema delle risorse per i fuochi di settembre. “E’ vero, la festa è diventata oramai una tradizione – replica il consigliere comunale Marco Prestifilippo – ma forse in questo momento così delicato per le famiglie, già colpite da Imu, Tasi, e dall’incremento dell’addizionale Irpef deciso da questa amministrazione non è il caso di chiedere altri soldi”. E quindi, che fare? “Azzarderei una semplice ma, a mio avviso, efficace proposta – conclude Prestifilippo – noi amministratori locali potremmo rinunciare ai compensi spettanti nella quantità necessaria a raggiungere i 5.000 euro preventivati per la buona riuscita dello spettacolo pirotecnico e pertanto per il buon mantenimento della tradizione portoceresina”.
Il sindaco, al di fuori della proposta della minoranza, ha già fatto il beau geste: quanti dei suoi concittadini lo seguiranno prima del 13 settembre, data della festa?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 agosto 2014
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