Accesso al credito più facile per i fornitori delle grandi imprese

Univa e Banco Popolare siglano un accordo per facilitare l'accesso al credito ai fornitori di imprese ben strutturate. Sul tavolo 10 milioni di euro ma, fanno sapere dall'Istituto di credito: "È solo l'inizio"

Se i piccoli prosperano, i grandi crescono. Potrebbe essere questo lo slogan del patto siglato questa mattina, lunedì 27 ottobre, tra l’Unione degli industriali della provincia di Varese e il gruppo Banco Popolare. Un accordo, il primo di questo tipo siglato da Univa, per incrementare il credito di filiera. In sostanza si tratta di far accedere al credito bancario i fornitori di imprese strutturate a tassi d’interesse molto simili, se non identici, a quelli di queste ultime.
Il primo nucleo di imprese capofila, una decina per il momento, avranno quindi il compito di segnalare alla banca i nomi dei fornitori partner presenti sul territorio, garantendo la loro affidabilità di fronte all’istituto di credito.

Per arrivare a questo accordo, spiegano da Univa, c’è voluto quasi un anno e ha richiesto una prima selezione di imprese “trainanti“, definite Champions, che avessero come caratteristica un’elevata propensione all’internazionalizzazione, un impatto consistente sulla filiera provinciale quindi sui fornitori locali di impianti, macchine, materie prime, semilavorati e servizi per il territorio; una rilevante propensione all’innovazione; una partecipazione diretta o indiretta a filiere produttive di livello internazionale; una partecipazione ad aggregazione di imprese. Aziende insomma strutturate, capitalizzate, che esportano all’estero e che, proprio per questi motivi, non hanno avuto problemi di accesso al credito.

Poste le suddette condizioni,  dopo la segnalazione da parte dell’azienda capofila al Banco Popolare, i fornitori avranno riconosciuti dalla banca un merito creditizio il linea con l’impresa “Champion” che ha effettuato la segnalazione.
«Grazie all’abbondante liquidità presente sul mercato – ha commentato Domenico De Angelis, condirettore Generale del Banco Popolare – e a un tasso Euribor praticamente a zero (il tasso d’interesse medio dei prestiti interbancari ndr.) le condizioni per chi voglia accedere a un finanziamento sono, ora come ora, irripetibili. Finanziamenti che – aggiunge De Angelis – verranno erogati per investimenti a imprese capaci, meritorie e in grado di guardare al mercato estero».

Le prerogative di accesso al credito rimangono insomma immutate: bisogna saper far impresa per accedervi. Una condizione che l’associazione conosce bene. «Sappiamo – ha detto Giovanni Brugnoli, presidente Univa, che avere dei fornitori in difficoltà finanziarie e di accesso al credito, indebolisce tutta la filiera. Ma siamo anche consapevoli del lavoro fatto in questi anni dall’associazione per una aggregazione del sistema produttivo locale che rafforzi le imprese e di conseguenza il territorio. Oggi chiediamo che le banche facciano un passo in più nei confronti delle aziende che hanno rating bassi, ma che sono altresì fondamentali».

Il progetto del credito di filiera non è nuovo. In questo senso il gruppo Gucci e l’imprenditore veneto Renzo Rosso sono stati dei veri apripista nel migliorare la condizioni di accesso al credito dei loro fornitori. Inoltre, come chiariscono le parti, accordi simili sono già stati firmati a Brescia e provincia e come spiega Bruno Pezzoni, responsabile divisione del Credito Bergamasco (gruppo Banco Popolare): «Le potenzialità sono enormi in questo territorio.
Al momento abbiamo un plafond di 10 milioni di euro, con un livello massimo per ogni operazione di 300mila euro, ma sono convinto che le dieci aziende che si stanno muovendo per accedere a questo innovativo sistema sono solo un inizio. Se consideriamo che Univa ha 1400 aziende associate, credo che ce ne possano essere almeno un centinaio in grado di fare da capofila per sostenere i propri fornitori».

Ad oggi, fanno sapere dall’associazione, hanno già aderito nomi importanti come Imf, Comerio, Bandera e Ficep; mentre altre sei hanno manifestato “un forte interesse”, ma, come sottolinea Vittorio Gandini, direttore di Univa: «Il valore aggiunto di questo accordo sta nel numero molto ampio di imprese che avranno una facilitazione reale all’accesso al credito, attivando un sostegno finanziario concreto alla catena di subfornitura. Nomi non necessariamente grandi, anzi spesso sconosciuti, ma fondamentali per il nostro sistema produttivo».

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Pubblicato il 27 Ottobre 2014
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