Bisogni educativi tra sanità e scuola
Convegno all'Università dell'Insubria venerdì 19 dicembre per affrontare le responsabilità educative anche in rapporto all'abbandono scolastico
Si parlerà delle cause a monte dell’abbandono scolastico nel corso del seminario: "Bisogni educativi speciali tra sanità e scuola: sguardo e responsabilità educativa" venerdì 19 dicembre, dalle ore 9,00, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria, via Ravasi 2, a Varese.
L’evento è organizzato dall’Università degli Studi dell’Insubria e dall’Unità di Neuropsichiatria Infantile della A.O. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi in collaborazione con UST VARESE e CTS Centro Territoriale di Supporto “GALILEO GALILEI” di Tradate. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione, da effettuare sul sito: http://www3.istruzione.varese.it/integrazione/default.aspx.
Dopo i saluti iniziali affidati al professor Alberto Coen Porisini, rettore Università dell’Insubria; al dottor Claudio Merletti, dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Varese e al dottor Callisto Bravi, direttore generale A.O. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, la parola passa agli esperti, con gli interventi: “Dalle neuroscienze alla didattica: i ponti possibili”, professor Cristiano Termine, Neuropsichiatra Infantile, Università dell’Insubria; “BES … come Ben-Essere a Scuola”, professor Luigi D’Alonzo, ordinario Pedagogia Speciale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; “Progettare per personalizzare… Strumenti e risorse”, dottor G. Zampieri Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano); “La didattica inutile”, professoressa Luciana Ventriglia e “Valori e atteggiamenti nel percorso educativo”, professor Pierluigi Amietta. A coordinare i lavori è il professor Luigi Macchi dell’UST di Varese.
«L’evento è di particolare rilievo per il nostro territorio – spiega il professor Termine – poiché ha come obiettivo la creazione di strategie condivise tra l’università, il sistema sanitario e la scuola, al fine di affrontare le tante cause di abbandono scolastico». «A tal fine – spiega il dottor Giorgio Rossi, direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale del ponte – è necessario unire le competenze delle strutture di neuropsichiatria infantile e quelle della scuola per affrontare le condizioni di svantaggio socio-culturale, i disturbi del comportamento (compreso il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività) e i disturbi specifici dell’apprendimento come ad esempio la dislessia».
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