Varese, un punto in rimonta e tanti rimpianti
I biancorossi, sotto 2-0 in casa dopo pochi minuti, agguantano l'Entella con i gol di Falcone e Neto Pereira (2-2) ma non sfruttano il secondo scontro diretto a Masnago in una settimana
Per come si erano messe le cose dopo 44′ di gioco, il pareggio agguantato con il cuore dal Varese è un risultato importante. Ma guardando con un po’ di distacco alle vicende del “Franco Ossola” non può certo essere considerato positivo il cammino biancorosso nelle ultime due partite casalinghe: un solo punto – quello di oggi contro l’Entella (2-2 il risultato) – nonostante avversarie abbordabili. Un ruolino di marcia che tiene ancorata la squadra di Bettinelli sul fondo della classifica a otto giorni da un altro scontro diretto, stavolta esterno, contro il Latina. Tradite le aspettative, va quantomeno sottolineato che Neto e compagni avrebbero oggi meritato i tre punti, nonostante si siano trovati presto sotto per 2-0. Due reti liguri arrivate su altrettanti calci d’angolo, che hanno nuovamente messo sul banco degli imputati il portiere Bastianoni, già colpevole con il Vicenza e “pressato” dal suo vice Perucchini autore di una prova positiva con la Lazio.
Il Varese ha per fortuna accorciato prima dell’intervallo con un rigore di Falcone – il migliore dei suoi – che ha consentito alla squadra di Bettinelli di tornare in campo con ben altro piglio nella seconda frazione. L’assedio prolungato però è servito “solo” a pareggiare, con la settima rete stagionale di un Neto ancora decisivo, nonostante una prova meno performante di altre. Esperienza e prontezza del brasiliano sono qualità a cui aggrapparsi, una volta di più, per non perdere il treno di fondo classifica. L’Entella, che ha badato a difendersi, è parsa avversaria globalmente più scarsa, ma forse anche questo fatto aumenta il rimpianto. Che si può spazzar via in un solo modo, andare a Latina e centrare la prima, benedetta, necessaria vittoria lontano da Varese in questo campionato. Ce la faremo?

COLPO D’OCCHIO – Per essere dicembre, c’è un bel sole nel cielo di Masnago, a farsi largo tra un po’ di nuvolette grigie. Temperatora gradevole, sempre in relazione al periodo, e campo in buone condizioni su cui giocare. Pubblico così così, pur in un pomeriggio con una posta in palio alta visto l’obiettivo comune delle due formazioni. Da Chiavari arriva una ventina di persone, abbastanza per blindare come al solito l’intero quartiere: un po’ di misura e di elasticità da parte degli addetti all’ordine pubblico non guasterebbe.
CALCIO D’INIZIO – Prepartita insolito nei due spogliatoi, dove Bettinelli deve rinunciare all’ultimo momento a Zecchin che si è fatto male nel riscaldamento. Al suo posto gioca quindi Falcone, con Tamas richiamato in panchina al pari del polacco dei liguri Lewandowski, destinato alla tribuna e invece messo a referto (da riserva) al posto di Battocchio. Moduli differenti: 4-4-2 per i biancorossi, 4-3-3 per gli ospiti, con Bettinelli che preferisce Blasi a un acciaccato Corti e Luoni al contestato De Vito. Entella con il tridente formato da Costa Ferreira, Sansovini e Litteri.

IL PRIMO TEMPO – Due corner quasi in fotocopia tra il 12′ e il 18′ indirizzano la partita e costringono a mettere di nuovo in croce il portiere biancorosso Bastianoni. A fare festa sono due torri che Prina muove dalle retrovie: prima il terzino destro Iacoponi, poi il centrale Russo insaccano di testa su cross dalla bandierina, raggelando le speranze varesine. Sulla prima rete Bastianoni sbaglia completamente l’uscita (forse ostacolato, ma era davvero in ritardo), sulla seconda è Rea che si fa sovrastare, però il portiere pare avere ancora qualche colpa.
Sotto di due reti il Varese fatica davvero a risollevarsi; a provare a dare una scossa sono le due ali, Falcone e Rivas, ma a centrocampo Capezzi e Blasi non creano nulla mentre in avanti Neto pare poco ispirato. E poi c’è Lupoli, mobile e dedito al pressing, disastroso però in zona gol: l’ex ascolano fallisce un colpo di testa molto invitante al 21′ su cross di Neto, poi prova una rovesciata velleitaria che non trova la porta. Al 31′ il biondo attaccante viene messo giù al limite da Di Tacchio (ammonito), e in assenza di Zecchin prova a cercare la rete: tiro potente ma sopra la traversa. L’Entella pensa solo a difendersi e fa bene, perché in quel modo evita di aprirsi alle azioni del Varese che per passare ha bisogno di un jolly. I biancorossi lo pescano a ridosso dell’intervallo: angolo da sinistra battuto da Capezzi, trattenute in area con quella decisiva su Rea e rigore allo scadere. Sul dischetto c’è Falcone che non spiazza Paroni ma lo batte scaricando un tiro forte a fil di palo.

LA RIPRESA – Blasi lascia il posto a Corti dopo pochi minuti, e il Varese appare più vivace che non nella prima fase. Ancora una volta però, non si va oltre qualche conclusione che non va catalogata tra le vere “occasioni da gol”. Per lo meno alcuni uomini crescono, a partire da Fiamozzi che in fascia comincia a macinare chilometri e suggerimenti, pur trovando in Iacoponi un valido avversario. Bettinelli dopo il quarto d’ora appesantisce l’attacco con Petkovic per Lupoli, mossa che funzionerà meno di quanto sperato; al 22′ comunque “Brunone” viene trattenuto in area (ha il sottomaglia rosso che spicca mentre la divisa viene bistrattata) ma senza effetti per l’arbitro.
Falcone continua a proporre dalla sua zona, però l’Entella fa letteralmente muro con una “Maginot” costruita a ridosso dell’area, sulla quale si infrangono i tentativi di sfondamento di Neto e Rivas. Alla mezz’ora si rivedono gli ospiti con una punizione bomba da 30 metri di Di Tacchio, che cerca di imitare il vicentino Cocco: Bastianoni questa volta ci arriva a mani unite.
E poco dopo, finalmente, il pareggio è maturo: angolo dalla destra dell’attacco biacorosso, palla che ballonzola in area e finisce sul secondo palo dove Neto è freddissimo nell’infilarsi e nel battere Paroni di esterno destro per il 2-2.
Visto che la Virtus non pare avere risorse per reagire ulteriormente, il Varese prosegue nell’assedio che durerà sino al 49′ con poche pause; entra anche Miracoli (per Rivas) ma il più pericoloso è ancora Falcone con un destro che sibila accanto al palo. C’è ancora tempo per un paio di corner, ma varchi non se ne aprono: finisce in parità, ai punti avrebbe vinto il Varese ma quello è pugilato. Posta divisa a metà, e un senso di “spreco” per questi due sabati senza successi a Masnago.
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