Due secoli di storia nella mostra di cimeli
Domenica 29 marzo l'inaugurazione della mostra dal titolo "Cantucci e Vin Santo" nella chiesa sconsacrata S.Carlo. Sarà aperta al pubblico fino al 12 aprile

La chiesa sconsacrata di San Carlo di Grantola rivive con la mostra dal titolo “Cantucci e Vin Santo” raccogliendo quadri, statue e santini, medaglie e libri a cui le generazioni passate erano particolarmente devote. Oggetti di pochissimo valore materiale, che sembrano però parlare e raccontare storie con forte valore affettivo e spirituale.
Storie che si identificano in simboli materiali e che restano impresse nei ricordi di tanti bisnonni, nonni, genitori e anche figli legati al giorno del loro matrimonio, del battesimo dei propri figli, della comunione, della cresima o di pellegrinaggi a santuari.
La mostra rimarrà aperta fino al 12 aprile e si potrà visitare venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 17 o in altri orari previo appuntamento.
A cura di Antonio Riva con il patrocinio del comune di Grantola e la collaborazione degli
“amici della S.Carlo”, l’evento sarà un’ottima occasione per riportare alla luce attimi di vita attraverso immagini, raffigurazioni e sculture di carattere sacro che hanno contribuito a scrivere la storia della chiesa di S. Carlo e dei suoi credenti a dimostrazione del fatto che il passare dei secoli e la sconsacrazione non hanno privato il luogo della propria identità.
Il comune di Grantola è cresciuto intorno alla ex chiesa durante i secoli fino a quando, nel 1965, dopo oltre due secoli di utilizzo al culto, con la costruzione della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, fu derubata di tutti i suoi decori, dell’altare e dell’antico organo e usata come deposito di materiale di ogni genere.Gli abitanti non l’hanno mai dimenticata e l’ hanno custodita come una preziosa scatola piena di ricordi, come una tristezza a cui non si vuole rinunciare. Per questo motivo, da maggio del 2012, in occasione della manifestazione “Corni e Pecc”, un piccolo gruppo di grantolesi decise di unire le forze per restituire “dignità” all’antico immobile, promuovendo manifestazioni culturali. In gennaio 2013, l’acquisizione da parte dell’amministrazione comunale,per una somma di 200 mila euro, segnò l’inizio della sua seconda vita. Una rinascita culturale che ha restituito ai cittadini non solo un luogo di culto ma un posto “custode” dei lori ricordi.
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