I biglietti della contessa Pullé
Gli arredi della casa donati a due persone a lei vicine, il resto degli scritti rinvenuti viene analizzato da polizia e magistrato
La procura di Varese ha chiesto l’autopsia su corpo della contessa Maria Luisa Cotti Pullé, 75 anni, morta suicida in casa e rinvenuta domenica mattina dalla polizia. Ma non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che la nobildonna si sia tolta la vita, come emerge dagli scritti trovati nella casa.
(nella foto, il dirigente della Digos Gianluca Solla legge uno dei biglietti trovati)
La polizia ha visionato i biglietti e gli articoli di giornale lasciati nella casa, che conterrebbero annotazioni e messaggi, ma anche ad esempio l’indicazione di donare gli arredi della casa di via Sanvito 48, alcuni anche pregiati, a due persone che in questi ultimi anni le sono state vicino: il tassista che ogni giorno le portava i giornali e un amico che la aiutava nelle faccende burocratiche.
La morte della contessa ha suscitato molta impressione e cordoglio in città e oggi sono tanti a ricordare la sua figura di varesina che negli ultimi anni si era spesa a sostegno della cultura. La contessa era infatti nota per la Fondazione Labus Pullè, che oltre a una collezione di libri antichi, si occupava di promozione culturale. Altra faccenda sono invece le vicende patrimoniale che come sempre accompagnano la vita dei nobili e delle persone facoltose. Pare che tra le cartevi fossero degli accenni a vicende patrimoniali passate, ma sarà il magistrato Luca Petrucci a valutare i contenuti degli scritti.
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