Il saluto di don Giuesppe Marinoni: “Pregate per me”

Il saluto del parroco alla sua comunità dopo 12 anni di servizio: "Lasciare Gorla mi spiace, si apre una ferita nel cuore che difficilmente si potrà rimarginare"

La messa nel cantiere di Pedemontana (inserita in galleria)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di saluto di don Giuseppe Marinoni ai fedeli di Gorla Maggiore e della Valle Olona dopo la sua nomina a Magenta

 

Miei cari,
da quel 22 luglio 2002, quando per la prima volta vi scrivevo, mi sono sempre rivolto a voi utilizzando queste parole “miei cari” perché ben esprimono i sentimenti che fin da allora portavo nel cuore, da quando la volontà del Signore attraverso la parola del Vescovo Carlo Maria Martini aveva legato il mio povero nome a quello di Gorla Maggiore.

Miei cari, vi ripeto quest’ oggi, e dopo 13 anni vissuti insieme vi sento ancor più cari e comprendo appieno le parole dell’apostolo Paolo: «ci siete diventati cari» (1Tess 2,8). Sì, mi siete così cari perché 13 anni non sono passati per me e per voi invano, un affetto sempre più intenso ci ha legati tra di noi.

In numerosi momenti solenni, di gioia e di dolore, sono entrato nella vostra vita e nella vostra famiglia: in occasione di matrimoni, battesimi, malattie, funerali, nel segreto del confessionale ed anche nella partecipazione corale alla celebrazione della Santa Messa.

Ma sono entrato nella vostra vita e nella vostra famiglia pure in momenti più semplici e quotidiani: un incontro per strada, la benedizione delle vostre case, una battuta sportiva sull’Inter, un commento a un fatto di cronaca, una stretta di mano o un sorriso. È in questo modo che è nata un’amicizia, un amore reciproco e corrisposto sempre più profondo e vero con voi. Ed è per tutto questo che sento di dirvi grazie.

Grazie per come mi avete accolto, mi sono sentito subito a casa in mezzo a voi. Grazie per la pazienza che mi avete donato giorno per giorno. Grazie per i molteplici aiuti concreti e consigli con cui mi avete accompagnato in questi anni.
In una parola grazie perché vi ho voluto bene e mi avete voluto bene. Nell’occasione della morte di mia mamma ne ho avuto, per l’ennesima volta, una tangibile ed affettuosa dimostrazione. Grazie.

Vi chiedo con tutta sincerità, anzitutto a voi e poi a Dio che sempre è misericordioso, il perdono per le mie azioni, parole e omissioni non conformi al mio essere “Cristiano con voi e Pastore per voi” (sant’Agostino).
Pregate per me e per la mia conversione giorno per giorno. È questa una necessità del cuore: chiedere e ricevere il vostro perdono; offrire il mio perdono.

Come terzo ed ultimo pensiero, penso che ormai siate abituati ai tre punti del parroco, vi chiedo l’ultimo regalo: una preghiera continua che mi accompagni in questo nuovo ministero pastorale al quale il Vescovo Angelo mi chiama.
Vi chiedo una preghiera perché, se poso lo sguardo su di voi, sento che lasciare Gorla mi spiace, si apre una ferita nel cuore che difficilmente si potrà rimarginare, perché mi siete cari.

Vi chiedo una preghiera perché, se guardo a Magenta, sento che le mie forze sono impari, davanti a nuove e impegnative responsabilità. Mi è chiesto di spalancare il mio piccolo e povero cuore per amare i nuovi fratelli e le nuove sorelle che mi sono affidati e che già inizio a sentire come “cari”.

Vi chiedo una preghiera perché il mio sguardo, oggi e sempre, si posi sul Signore Gesù, proprio come ha fatto Maria che oggi, in questa festa, presenta Gesù a noi come il nostro Salvatore.

È la forza della preghiera che farà sentire vere, anche per me, le parole dette da Gesù all’apostolo Paolo: «Ti basta la mia grazia, la mia forza si manifesta pienamente nella debolezza» (2 Cor 12,9). A questa parola apostolica vorrei poter rispondere sempre in preghiera con il beato Paolo VI: «Signore Gesù, Tu solo ci sei necessario».

Miei Cari, con tutto il cuore vi ripeto il mio grazie, rinnovo la richiesta di perdono, invoco la vostra preghiera, promettendovi un ricordo quotidiano nella mia preghiera. La Madonna dei santi Vitale e Valeria invochi da suo Figlio la benedizione per noi tutti e per il nuovo e fortunato Parroco che riceverà in dono questa bella e sempre amata Parrocchia.
Vostro don Giuseppe”

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2015
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