Bignami: “Risorse per disabili sono investimento e non spesa”
La senatrice bustocca ha ospitato in Senato alcune associazioni di disabili per permetter loro di avanzare proposte. "Ho inserito molte delle loro richieste nei miei emendamenti al ddl scuola", commenta
«Le istituzioni devono far sentire i cittadini ascoltati e capiti. Noi interveniamo dove lo Stato non c’ è stato». Con questo intento la senatrice Laura Bignami (Movimento X- Gruppo Misto) ha organizzato in Senato l’incontro “Sinergie di sostegno scolastico al disabile… speranze”, al quale hanno partecipato 5 associazioni impegnate nella difesa dei diritti delle persone affette da autismo.
«Protagonisti speciali dell’evento- spiega Bignami – sono stati i bambini dell’associazione Autismo fuori dal silenzio, calorosamente accolti per l’occasione dal presidente del Senato Pietro Grasso e dal sottosegretario all’istruzione Angela D’Onghia, sempre sensibili alle istanze dei più deboli». I responsabili delle associazioni hanno raccontato le proprie esperienze e avanzato proposte ai senatori presenti per migliorare l’integrazione scolastica dei ragazzi disabili e garantire la continuità didattica. In questo senso è stato posto l’accento sull’assegnazione degli insegnanti di sostegno dal primo giorno di scuola, docenti formati e specializzati sulle diverse disabilità oltre alla possibilità di ricusare l’insegnante di sostegno con l’avallo del neuropsichiatra.
«Ho già inserito tali proposte in un disegno di legge che ho presentato in Senato e negli oltre 70 emendamenti e subemendamenti al ddl scuola -spiega Bignami- non per un intento ostruzionistico, ma per migliorare un testo che dedica all’integrazione scolastica soltanto poche righe». Secondo la senatrice bustocca «la disabilità, invece, non va vista come un mondo a parte ma come una parte del mondo e proprio per questo non siamo alla ricerca di scienziati o professoroni, crediamo semplicemente che gli insegnanti debbano essere adeguatamente formati affinchè dispongano degli strumenti e dei metodi efficaci per raggiungere obiettivi che migliorino realmente la vita dei ragazzi e delle loro famiglie. Ogni risorsa utilizzata nel sociale va concepita come un investimento e non come una spesa».
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