La Scultura nella collezione Matasci

Enologo di professione, collezionista per passione, Mario Matasci ha raccolto numerose e importanti opere d'arte di pittura e scultura

Arte - Mostre

A qualche chilometro da Locarno, tra i vigneti, c’è un posto d’arte di grande interesse inaspettato: il Deposito della collezione di Mario Matasci, un enologo oramai ultraottantenne, lucidissimo ed amabile, che ha fatto fortuna con il commercio di vini e che dal 1968 colleziona arte con grande passione e successo.

Non si tratta di una raccolta che si distingue per gli zeri del suo valore, i quali pure ci sono nonostante il proprietario minimizzi, ma per il bel percorso fatto soprattutto di pittura ma anche di scultura di una qualità notevole: Giovanni Genucchi e Giuseppe Foglia in particolare sono artisti di grande valore, assieme al valtellinese Mario Negri.

Foglia (1888-1950) lo si incontra subito all’ingresso, perché Matasci utilizza la sua splendida scultura “Il muto” (1913, gesso patinato) anche per zittire bonariamente i visitatori chiacchieroni. Una fusione in bronzo di questo gesso sembra appartenere al fondo che il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona ha dedicato all’artista luganese.

Allievo prima di Luigi Vassalli in città e poi della Scuola libera del nudo di Roma, Foglia è stato anche un giornalista culturale per il Corriere del Ticino negli anni Dieci del Novecento, prima di esporre alla Biennale di Venezia sia nel 1920 che nel 1926.

Il suo legame culturale col Fascismo, che lo rese membro dell’Accademia Filologica Italiana, potrebbe essere un indizio per spiegare il declino di questo scultore, disegnatore e pittore di livello, nell’immediato Dopoguerra. L’ultima retrospettiva sull’artista è del 1993 a Bellinzona.

Genucchi (1904-1979) è il più interessante, e non solo perché a Riazzino ci sono diversi suoi pezzi che attirano immediatamente l’attenzione. Di grande intelligenza storico-artistica è il cortometraggio che Matteo Belinelli sulla RSI ha dedicato qualche anno fa all’artista svizzero-belga, in una puntata di Cult TV che è accessibile sul web. Cresciuto dall’età di due anni a Marolta, in Valle di Blenio, per poi aprire un atelier a Bellinzona nel 1937, il valligiano è sicuramente tra i maggiori scultori svizzero – italiani del XX secolo, con sorpresa dei suoi stessi figli, come si evince dal video.

Significative le parole con le quali l’artista descrive il suo approccio: “La Natura mi suggerisce moltissimo, perché se mi trovo di fronte ad una roccia o ad una macchia posso vedere una scultura nella mia fantasia. Vedo un insegnamento, sento che la materia mi guida”.

Il successo arriva con le esposizioni alla Galleria Bollag di Losanna nel 1944 e alla Galleria Wolfsberg di Zurigo l’anno successivo. Complessivamente però, come avviene da sempre per molti artisti autentici, la difficoltà economica prenderà il sopravvento, costringendolo a rifugiare nella casa paterna di Castro per dedicarsi principalmente ai lavori agricoli. Due le sculture importanti su commissione: nel 1962 chiuse le grandi opere l’Altare della chiesa di Brissago, ma il bleniese va ricordato soprattutto per un lavoro ben ambientato in montagna e che segna il paesaggio: “La Madonna del Lucomagno” (1956), in cima all’omonimo passo.

Tornando negli ambienti di Matasci un ultimo artista, il già citato Mario Negri (1916, 1987), può chiudere il cerchio della scultura più significativa in collezione, dove sono presenti diversi suoi bronzi. Nato a Tirano, ma trasferitosi a Milano, dopo aver interrotto gli studi di architettura Negri si dedicò alla scultura ispirandosi al cubismo ed alle forme arcaiche. Una sua celebre opera è il bronzo “Grande figura multipla” (1957), una cui copia è segnalata presso la GAM di Torino.

“Il Deposito” della Collezione Matasci
Cugnasco – Gerra (Svizzera), via Riazzino 2
Tel: 0041 78 601 60 24
arte@matasci.com
Solo la domenica, dalle 14 alle 17.
Ingresso libero, con stretta di mano al grande collezionista.

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Pubblicato il 26 Giugno 2015
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