“Basta schiume, per risolvere i problemi al depuratore ci vuole una regia forte”

Legambiente interviene dopo l'episodio delle schiume nel naviglio. "La Regione deve prendere in carico il depuratore e far rispettare tutte le prescrizioni"

canale industriale naviglio grande acqua

L’intervento di Legambiente dopo il caso delle schiume riversate nel Canale Industriale (e di qui nel naviglio grande) dal depuratore di Sant’Antonino, sabato e domenica scorse. Qui l’articolo sull’episodio, qui la ricostruzione avanzata dal gestore dell’impianto

Sono diversi giorni che cittadini e associazioni segnalano schiume molto più evidenti del normale al terminale dello scarico dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino in territorio di Nosate (MI). Che non sia una situazione normale lo dice anche il buon senso. Sono oltre sette anni, ovvero da quando il depuratore è stato dissequestrato, che i cittadini si aspettano di vedere risolti i problemi storici di questo impianto. E ogni estate, quando i controlli si fanno più lassi, ecco che invece si torna a parlare di schiume che sono, purtroppo, solo la punta dell’iceberg. Perché è chiaro che questo impianto ad oggi non fa il suo lavoro. Anche nel 2014, come gli anni precedenti, Arpa Lombardia ha sancito la “non conformità” dell’impianto per tutti i parametri sotto controllo. “Questa vicenda appare sempre più vicina a quella dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria – dichiarano Claudio Spreafico del Circolo Legambiente “Ticino” di Turbigo e Flavio Castiglioni del Circolo Valle Olona– tante parole, pochi fatti e un’emergenza ambientale di cui non si vede la risoluzione. E chi ci va di mezzo sono i cittadini ed il turismo di qualità che con difficoltà siamo riusciti a costruire in questo territorio. Auspichiamo che diventi una priorità per ALFA il nuovo gestore unico del Servizio Idrico della Provincia di Varese”.

Per risolvere definitivamente la situazione Legambiente sostiene fortemente la necessità che Regione Lombardia si prenda in carico il “caso Sant’Antonino” facendo rispettare anche tutte le prescrizioni che a suo tempo la magistratura aveva posto per il dissequestro dell’impianto. Prima fra tutte quella di creare un “filtro” per i tensioattivi (fonte di schiume superficiali) e il monitoraggio continuo sugli idrocarburi in ingresso e in uscita. “La Regione – chiude Lorenzo Baio Legambiente Lombardia deve essere regia e controllore per tutte le opere di miglioramento, ampiamento e affinamento che riguardano l’impianto. Non siamo noi che dobbiamo ricordare che in Lombardia quella della qualità delle acque è un’emergenza ambientale primaria, rimarcata dalla gran quantità di procedure di infrazione comunitaria proprio per le gravi e generalizzate carenze del sistema di collettamento e depurazione delle acque di scarico.”

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Pubblicato il 30 Luglio 2015
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