Astuti: “Sui migranti occorre aver più coraggio”

Il segretario provinciale del Pd e sindaco di Malnate interviene sull'emergenza migratoria e sostiene che "siamo all’altezza della sfida e saremo capaci di gestire questa crisi"

Samuele Astuti (inserita in galleria)

Sono settimane che le immagini dei migranti accompagnano la vita e le discussioni di molti di noi. L’odissea di centinaia di migliaia di persone che scappano dalle guerre, da paesi in mano a scorribande violente, da situazioni economiche terribili, sembra senza fine.

Una emergenza che sta dividendo in modo profondo diverse comunità e su cui la spaccatura tra alcune forze politiche sembra incolmabile.

«Se continuiamo a darci degli idioti reciprocamente facciamo solo del male alle nostre comunità. È importante affrontare insieme i problemi perché altrimenti si creano tensioni e paure».

Samuele Astuti, segretario provinciale del Partito democratico e anche sindaco di Malnate, interviene ragionando su quanto sta succedendo nel mondo e anche dalle nostre parti.

Lei invita a lavorare insieme, ma intanto c’è chi continua a parlare di invasione degli stranieri. Come stanno le cose?

«Non c’è nessuna invasione, ma siamo di fronte a una emergenza di dimensioni epocali. I cambiamenti dettati dai flussi migratori andranno a cambiare assetti sociali ed economici del nostro paese. Ogni volta che ci sono cambiamenti profondi è comprensibile che scatti un sentimento di paura, ma il ruolo della politica è quello di governare questi processi».

Come?

«Un primo tema è quello della sicurezza. Iniziamo col dire che questa non è una questione cara solo al centro destra. Non mi sembra che dove governano loro i problemi non ci siano, anzi… Non ne parlano o li tengono sotto traccia, ma ci sono eccome. Basti vedere le nostre maggiori città dove governa anche la Lega che tanto agita i sentimenti della paura. Per governare i flussi migratori dobbiamo esser sicuri che i territori non abbiano problemi di sicurezza, e in ogni caso dobbiamo impegnarci per risolverli perché lì si possono annidare elementi di pericolo. Poi credo che occorra pensare a una accoglienza diffusa in quanti più paesi possibili così da permettere lo sviluppo di piccoli progetti che facilitino l’integrazione dei cittadini stranieri. Da ultimo è necessario il coinvolgimento della collettività attraverso varie forme poi coordinate dalla Prefettura».

Spesso gli amministratori si rivoltano perché sostengono di non farcela…

«I sindaci hanno grandi responsabilità, ma non hanno strumenti normativi adeguati per agire con tempestività e certezza. I progetti che permettano un buon inserimento degli stranieri devono partire dai comuni, ma questo richiede il concorso di tutte le forze politiche. Fare politica vuol dire governare i processi e occorre avere senso di responsabilità smettendola di speculare su questi temi complessi. In verità sono tanti gli amministratori che hanno lavorato fin qui in silenzio per affrontare questi problemi. Questo vale sia per gli amministratori del centro sinistra come per quelli del centro destra. Busto Arsizio e Varese hanno dimostrato di saper fare accoglienza».

A questo proposito però c’è chi dice che la maggior parte degli stranieri sono solo clandestini. Che ne pensa lei?

«Migranti per ragioni economiche e richiedenti asilo per ragioni politiche e umanitarie non sono la stessa cosa. Questo è chiaro, ma occorre guardare con serenità il problema. Rispetto ai primi il vero ostacolo a un intervento serio è proprio la legge Bossi Fini perché senza una reale e attenta accoglienza questi vengono ricacciati nella clandestinità, che è il terreno più fertile per il reclutamento da parte della criminalità. Sugli asilanti è necessario arrivare a una politica comunitaria comune. Posizioni nuove come quelle assunte da Germania e Francia vanno nella direzione di quanto chiesto dall’Italia da tempo. Negli ultimi quindici anni l’Europa ha guardato troppo ad Est e poco a Sud e questo è un errore perché il Mediterraneo torna ad essere centrale e diventerà sempre più un bacino importante per la cultura e l’economia».

Perché ci dovremo preoccupare degli stranieri quando non si fa abbastanza per gli italiani?

«Sono due questioni diverse. Non è vero che non si fanno le cose per gli italiani. Le amministrazioni locali e il governo stanno lavorando seriamente per affrontare tanti problemi. La riduzione delle tasse e una politica attiva per far riprendere l’occupazione sono cose concrete. Le cose pian piano stanno migliorando anche se è chiaro che il lavoro è un grande problema che non troverà risposte se l’economia non riprende a crescere. Occorre avere più coraggio perché possa aumentare l’occupazione».

Questa situazione però sta alimentando un clima di rancore, astio se non addirittura odio…

«È comprensibile questa reazione perché si ha paura. Noi però dobbiamo dire con chiarezza che siamo all’altezza della sfida e saremo capaci di gestire questa crisi. La decisione è se governare questo processo o farci governare. Noi siamo convinti che abbiamo il coraggio e la forza di metterci alla testa di questo cambiamento epocale e governarlo. Non possiamo pensare solo di subirlo».

Lei è anche sindaco di Malnate. Come va nel suo paese?

«Lavoriamo sul tema dell’immigrazione da diversi anni. I progetti li ha avviati la giunta precedente che era composta da Lega e Forza Italia e prevedono diverse azioni che aiutino all’integrazione. Corsi di italiano, formazione, incontri a vari livelli hanno aiutato e, salvo rari casi, non abbiamo mai avuto problemi e tensioni».

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 17 settembre 2015
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Commenti

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  1. Scritto da assurdo

    basterebbe distinguere tra veri profughi ovvero il 30% e il restante immigrati economici clandestini da rispedire subito indietro…

  2. Roberto Colombo
    Scritto da Roberto Colombo

    il problema non è nell’aiutare i profughi: su quello siamo tutti d’accordo; il problema è chi debba pagare i costi dell’accoglienza: il sindaco di Malnate, con i soldi suoi? o usando quelli degli altri, anche di chi non li ha?
    e la nostra sanità è già al collasso: si aspetta mesi per fare un cataratta però curiamo tutto il resto del mondo.

  3. Scritto da Harbour

    Il vero coraggio non ce l’ha Astuti ma mia mamma che è paralizzata sulla carrozzina e ha ricevuto dall’ASL una tantum 15 sedute di fisioterapia domiciliare nella vita “perché non ci sono soldi”. Ma con 9 milioni e mezzo di persone sotto la soglia di povertà, gente sfrattata, ospedali al collasso, persone che dormono per strada o in macchina, disabili dimenticati “perché non ci sono fondi”, ci può spiegare Astuti se ritiene che esistano disperati di serie A (politicamente corretti, amati dai radical chic) e di serie B (italiani che non hanno mai violato leggi e sempre pagato le tasse per il benessere del paese)?

  4. Scritto da ABC

    Le parole del Sindaco di Malnate sono tanto pacate quanto vuote, tanto “politically correct” quanto ovvie…
    Le sue sono pur sempre opinioni condivisibili o non…
    Invasione o no, rifugiati o furbacchioni, sta il fatto che, passata l’emergenza, a tutti questi “poveracci” andrà regalata una casa, cibi adeguati, la copertura sanitaria, la scuola, vestiti, magari un lavoro e poi la moschea ecc ecc ecc.
    L’Italia ed ormai gran parte dell’ Europa non possono farsene carico all’infinito…

  5. Scritto da angela_joele

    Bhe che dire solo poche parole tanto alla fine l ha sempre vinta astuti. Un uomo di grande coraggioa raccontare tanti problemi che subisce la nostra città ma alla fine risolve i problemi come le strade a rapezzi. Noi una famiglia bisognosa ma in modo adeguato ci mancava solo una casa con un affitto modico dopo tate problematiche abbiamo ” risolto” ma quando ti senti dire dal sindaco che esempio di primo cittadino andate via da malnate perché e cara come ti viene il consueto coraggio di aiutare gli stranieri migranti clandestini.se noi cittadini malnatesi e da 15 anni sempre residente a malnate dobbiamo andare via. Perché invece i clandestini devono invadere il nostro territorio senza neppur pagando un minimo di spese? Spiegatemi questo ragionamento . grazie

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