Domenica il ricordo di Luciano Zaro
Era un partigiano arnatese, ucciso nell'autunno del 1944, a vent'anni. Come ogni anno verrà ricordato nella piazza che porta il suo nome
Gallarate ricorda, come ogni anno, il sacrificio di Luciano Zaro, giovane patriota e partigiano di Arnate, ucciso davanti a casa nell’autunno del 1944. La commemorazione si terrà domenica 22 novembre nella piazza di Arnate che oggi appunto porta il nome di Zaro, alle ore 12. Sarà deposta una corona di alloro e ci sarà l’interento del relatore ufficiale, quest’anno affidata a Cinzia Colombo, del Direttivo di sezione.
Il ricordo del giovane partigiano arnatese è organizzato dall’Anpi di Gallarate, che ogni inverno fa memoria anche di Angelo Pegoraro, altro giovanissimo gallaratese ucciso dai fascisti. Nel messaggio di quest’anno Anpi «auspica che nel nome del Martire e di tutti coloro che al pari furono vittime della violenza nazifascista, si celebri anche la speranza di una nuova stagione di Pace, così duramente messa alla prova dagli avvenimenti nazionali ed internazionali, con una sempre più preoccupante recrudescenza di manifestazioni (talvolta tollerate, quando non incoraggiate e/o promosse da talune Istituzioni) che si richiamano a quell’oscuro passato che nessuno si augura possa ritornare», scrive il presidente di Anpi Gallarate Michele Mascella.
«Purtroppo non possiamo tacere delle rinnovate manifestazioni neofasciste e neonaziste che si succedono con ritmi preoccupanti nello scenario non solo nazionale, e che coinvolgono genti e Paesi di questa stessa nostra Europa, che tutti vorremmo democratica ed affratellata da comuni intenti: e che invece viene inquinata da tristissime riedizioni di governi di ispirazione marcatamente neofasciste (vedi i casi di Ungheria, Polonia, Ucraina ecc.). Il richiamo alla attenta vigilanza democratica non è dunque superfluo, e va inteso come appello a chiunque abbia a cuore le sorti del proprio Paese e dell’Europa Unita che vogliamo: dimenticare il passato e non trarne i conseguenti insegnamenti è una grave responsabilità, perché nulla è dato per sempre.Ci preoccupa quindi il diffondersi in Europa di tali manifestazioni, che rappresentano la negazione della Storia, della verità, e della Democrazia in senso lato. Tutti i cittadini democratici hanno il dovere di non rimanere indifferenti a tali foschi eventi: il passato ci insegna che l’indifferenza sfociò in una tragedia collettiva che nel secondo conflitto mondiale produsse 70 milioni di vittime, per la maggior parte civili innocenti. Oggi si aggiungono, purtroppo, gli efferati avvenimenti di questi giorni, con il sacrificio di inconsapevoli cittadini, francesi e non solo».
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