Studenti in sciopero: “Fermate il trasloco dell’Einaudi”

mattinata agitata per l'istituto Daverio Casula. Gli studenti sono usciti dalle aule per protestare contro l'imminente arrivo di circa 300 allievi del professionale

isis daverio casula

«Quel trasloco non lo vogliamo». Mattinata di contestazione all’istituto Daverio Casula di Varese: gli studenti sono usciti dalle aule  per protestare contro l’imminente arrivo degli alunni della scuola Einaudi. Un progetto di cui si discute da almeno due anni e che la Provincia ha diretto per cercare di dare una sistemazione più consona a un istituto professionale suddiviso in troppi stabili. Con il trasloco in calendario per le vacanze natalizie, gli studenti dell’Einaudi avranno due sedi: una parte, dallo scorso anno, è ospitata in un’ala del Newton mentre l’altra troverà spazio in 13 classi del grande stabile di via XXV Aprile.

Qualche tensione era già emersa lunedì scorso, durante il Consiglio di Istituto in cui era stata sollevata la questione dello spazio da riservare ai nuovi studenti. Una discussione con le diverse componenti, genitori, studenti e docenti a cui avevano partecipato anche i tecnici della Provincia, invitati per spiegare le tappe che avevano portato sino all’imminente trasferimento.

Nonostante i chiarimenti, ai ragazzi non è piaciuta l’idea di dove dividere lo storico stabile, perdere l’autonomia e magari, armonia.

I rappresentanti di istituto sono quindi andati a chiedere spiegazioni a Villa Recalcati dove sono stati ricevuti dal dirigente responsabile del settore “edilizia scolastica”: « Abbiamo ripercorso con loro le fasi del progetto avviato sotto la direzione dell’allora dirigente Renata Ballerio – spiega il dottor Alberto Caverzasi – e dal responsabile dell’Ufficio scolastico Claudio Merletti. Abbiamo dimostrato che questa scuola, anche grazie agli investimenti di 7 milioni di euro effettuati negli ultimi anni, può contenere fino a 2400 alunni e che oggi gli allievi del Daverio Casula sono 1200. C’è quindi spazio in abbondanza per accogliere i 300 allievi suddivisi in 13 classi dell’Einaudi. Alla fine della chiacchierata, i ragazzi sono tornati al proprio istituto e hanno spiegato la situazione facendo rientrare la polemica».

Circa di questi tempi, un’altra protesta era andata in scena al Manzoni, in procinto di abbandonare la sede di via Brunico del linguistico per raggiungere il polo scolastico del centro, nella sede di via Monte Rosa, ex Casula. Una contestazione che aveva portato il Consiglio di istituto a bloccare il trasloco nella fase natalizia: anche in quel caso si risolse con un intervento chiarificatore della Provincia.

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Pubblicato il 26 novembre 2015
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