De Simone, il sindaco di Pavia e i miracoli delle Primarie

Un confronto per scoprire il segreto delle vittorie a sopresa quello tra Dino de Simone e il sindaco di Pavia Massimo Depaoli allo spazio Lavit di Varese

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A volte, confrontarsi con chi “ci è già passato” può essere interessante e istruttivo.

Se poi l’argomento è delicato come la politica, o meglio le elezioni, o meglio ancora le primarie di centrosinistra, il confronto diventa ancora più importante.

Se, infine, chi porta la testimonianza è un caso nazionale di vittoria inaspettata, beh, c’è da ascoltarlo con grande attenzione. Ed è quello che ha fatto Dino de Simone, il candidato ousider alle Primarie del Centrosinistra di Varese, nel suo poliedrico incontro allo spazio Lavit di Varese, davanti al sindaco di Pavia Massimo Depaoli.

Un caso nazionale perché, da sconosciuto consigliere comunale della città, Depaoli ha battuto la giovane e azzimata promessa di Forza Italia, Alessandro Cattaneo, sindaco in carica apparentemente di successo. Una vittoria inaspettata e quasi choc, come scrisse Ansa nei giorni del voto:

“Sorpresa a Pavia: un insegnante di liceo iscritto al Pd e con un passato nei Verdi, Massimo Depaoli, ha battuto al ballottaggio Alessandro Cattaneo, l’astro nascente di FI che a gennaio era stato votato il sindaco più amato d’Italia. Un po’ come se ai mondiali di calcio il Brasile perdesse con l’Australia”.

E, invece, «La sovraesposizione mediatica evidentemente gli ha nuociuto» ha commentato Depaoli. Il quale d’altra parte, secondo il suo stesso racconto, ha corso e vinto le primarie «Perché non c’era nessuno tra i papaveri del centrosinistra che aveva voglia di perdere contro Cattaneo. Sennò non credo che avrebbero accettato volentieri la mia candidatura – ha raccontato il sindaco con una buona dose di autoironia – Io ero un oscuro consigliere, quello meno politico, con una reputazione ambientale. Potevo andar bene per una corsa così dichiaratamente in perdita come quella a sindaco di Pavia».

E invece, le cose sono andate in maniera completamente diversa: «Forse ha giocato proprio la mia aria da “non politico” – ha continuato – Certo, Cattaneo aveva un fascino riconosciuto da tutti. Ma al momento del voto piu del fascino forse conta il fatto di pensare che la persona che ti sta davanti è credibile, e che fa le cose credendoci».

Il risultato finale è stato quello che tutti hanno conosciuto: Depaoli ha battuto al ballotaggio Cattaneo, e ora è il sindaco di Pavia. Con parecchie cose da fare: «Ad esempio, arrivare a una raccolta differenziata degna di questo nome. Pavia non l’aveva ancora iniziata seriamente, e adesso abbiamo la raccolta porta a porta in quasi tutta la città, un traguardo che non sembrava pensabile».

Ma anche con provvedimenti semplici ma chiarissimi: «Noi incentiviamo per esempio le aziende che invece di fare nuove costruzioni usano capannoni usati, oppure diamo contributi per chi smaltisce l’amianto»: piccole “uova di Colombo” che aiutano i cittadini a dirigersi verso le buone pratiche in senso urbanistico.

Tanti spunti raccolti e rilanciati dal candidato De Simone, così simile al Depaoli di allora – e che quindi può riporre le stesse speranze – nell’incontro moderato da Fabio Fimiani, giornalista di Radio Popolare: in una serata che ha visto, nella suggestiva ambientazione del fotografo e artista varesino in via Uberti, anche un video di Matteo Bordone e la colonna sonora dell’”Inno” inventato per De Simone da Omar Stellacci.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2015
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