“Sculture disARMAnti”: un insolito percorso delle armi
Mostra fotografica di Alessandra Battaggi a Castello Cabiaglio sull’arte del Mozambico
Kalashnikov AK47s, mine antiuomo, bazooka, caricatori e proiettili sono i materiali utilizzati dai giovani artisti del “Nucleo de arte” di Maputo per le loro opere. Per evitare che le armi fossero rivendute ai paesi confinanti, perpetuando il loro scopo di uccidere, il gruppo di artisti mozambicani ha trasformato degli strumenti di morte in oggetti di vita quotidiana. Il messaggio lanciato è semplice e chiaro: se un fucile diventa una sedia, l’uomo ha la possibilità di cambiare le cose.
Quando nel 1992 viene firmato a Roma il trattato di pace, il Mozambico è disseminato di mine antiuomo e di armi nelle mani degli ex-combattenti. Questa è l’eredità di quasi trent’anni di conflitto, prima per l’indipendenza dal Portogallo e poi come guerra civile. Nel 1996 il Consiglio cristiano del Mozambico lancia il progetto “Trasformare le armi in strumenti di lavoro”: vengono fornite zappe e vanghe a chi consegna residui bellici. Gli artisti del “Nucleo de arte” di Maputo propongono al governo di averle per creare sculture che rappresentino la voglia di pace diffusa nel paese. Sono ragazzi giovani che non hanno combattuto ma sono cresciuti con la guerra. Nel 2002 viene regalata a Giovanni Paolo II una sedia fatta di armi. Alcuni di questi artisti godono ora di fama internazionale; le loro opere sono vendute in tutto il mondo e spesso tornano nei paese che quelle armi le avevano costruite e vendute.
La mostra fotografica Sculture disARMAnti di Alessandra Battaggi racconta il lavoro e le opere del “Nucleo de arte” di Maputo. L’inaugurazione sarà domenica 6 dicembre 2015 alle 11, presso la Chiesa/oratorio San Carlo, Castello Cabiaglio (VA). Si ripeterà venerdì 11 dicembre con un ApericenArt dalle ore19, presso il Circolo Verderamo – Castello Cabiaglio (VA).
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