I lavoratori Meridiana tornano a far sentire la loro voce

La compagnia prevede centinaia di licenziamenti, oggi presidio in aeroporto in contemporanea con l'incontro al Ministero

Le “magliette rosse” di Meridiana tornano a far sentire la loro voce: nel giorno dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico anche a Malpensa si è tenuto un presidio per ribadire le ragioni dei lavoratori del gruppo Meridiana Fly, di fronte ai licenziamenti messi sul piatto ormai da mesi dalla compagnia.

Sul tavolo, i 900 esuberi chiesti da Qatar Airways come condizione per investire nella compagnia italiana. «Nel presentare le proposte di partnership con Qatar Airways – spiega il comunicato della Usb, che ha organizzato il presidio a Malpensa – la dirigenza Meridiana ha ripresentato le proprie posizioni rispetto l’intoccabilità del dualismo aziendale con Air Italy e riproposto un numero esorbitante e ingestibile di esuberi senza lo straccio di piano industriale, ponendo una pesantissima ipoteca su un negoziato già molto difficile. Non si può andare da nessuna parte se non si ribalta una volta per tutte il punto di partenza, perché invece di “comunicare esuberi” ci si deve preoccupare di ricreare posti di lavoro, prendersi cura di ogni singolo lavoratore del Gruppo, senza distinzione di categoria e di azienda».

Anche a Malpensa i lavoratori sono tornati a chiedere il superamento del dualismo aziendale, vale a dire la distanza di inquadramento (contrattuale, economico) tra Meridiana e Air Italy, le due società del gruppo: Air Italy viene dipinta spesso (da vertici aziendali) come società più snella e meno costosa, rispetto alla “vecchia” Meridiana. «Hanno fatto una pulizia etnica, per liberarsi di noi e dei nostri contratti, del nostro essere sindacalizzati» spiega una assistente di volo. «Ma noi – ribadisce un collega – non vogliamo creare un dualismo tra le due metà del gruppo Meridiana: è una dinamica che viene alimentata ad arte dall’azienda. La realtà è che anche in Air Italy si sta chiedendo ancora di aumentare la produttività del 15%, comprimendo i costi, aumentando la flessibilità. Ma noi i nostri sacrifici li abbiamo sempre fatti, dopo il “nine-eleven” (la crisi post 11 settembre, ndr) la compagnia è rimasta in piedi, mentre altre fallivano: è stato possibile anche grazie ai nostri sacrifici, ai contratti di solidarietà per 4 anni, senza ricorso alla Cassa Integrazione».

I lavoratori chiedono all’azienda di superare il tema degli esuberi e di ragionare invece su investimenti futuri: «I quattro cargo non bastano, occorre investire anche sulla flotta passeggeri». A Malpensa la vertenza Meridiana riguarda circa «quattrocento assistenti di volo» (complessivamente sono previsti 595 esuberi su 700 assistenti in tutta Italia) oltre ad un numero più piccolo di personale di terra (150 in tutto il gruppo).

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Marzo 2016
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