Mv Agusta, produzione quasi ferma e dipendenti in cassa integrazione

Lunedì 21 marzo incontro tra la proprietà e i sindacati metalmeccanici. Cartosio (Fiom): «Siamo preoccupati, vogliamo vedere i conti»

cgil

Le aziende che producono moto in provincia di Varese non sembrano essere nate sotto una buona stella. È ancora troppo fresco il caso Husqvarna per pensare a un nuovo caso targato Mv Agusta, azienda motociclistica varesina nota soprattutto per il marchio “Brutale“, ma nelle parole dei sindacalisti dei metalmeccanici si avverte qualcosa di più di una semplice preoccupazione. Dopo, l’incontro di gennaio in cui la famiglia Castiglioni, azionista di maggioranza, annunciava la necessità di una ristrutturazione, è seguita la cassa integrazione con la produzione che oggi è quasi ferma. (nella foto, il sindacalista Nino Cartosio della Fiom Cgil)

Il bilancio al 31 dicembre del 2014 evidenziava una liquidità di circa 16 milioni di euro, grazie all’aumento di capitale di 20 milioni, sottoscritto dal nuovo socio Mercedes-Amg (azionista di minoranza). Per realizzare il piano industriale la MV Agusta aveva inoltre sottoscritto un finanziamento a 5 anni di 15 milioni di euro.
«Rileviamo dal bilancio – spiega Nino Cartosio della Fiom Cgil – che i ricavi sono passati da 80 a 85 milioni, ma contemporaneamente sono aumentati i debiti verso banche, circa 11 milioni di euro, e verso fornitori, 12 milioni  di euro, ed è questo il motivo del fermo della produzione. Così come sono aumentati i debiti verso l’erario e gli istituti di previdenza rispetto al 2013. Ora bisogna capire come si chiuderanno i conti al 31 dicembre del 2015 perché  è chiaro che l’azienda ha un problema di sostenibilità economica, in quanto non riesce a pagare i fornitori. Prendiamo inoltre atto dal bilancio 2014 che gli amministratori si sono liquidati compensi per quasi 2 milioni di euro».

MV Agusta Motor spa non ha stipendi arretrati da pagare ai 197 dipendenti, suddivisi tra dirigenti (4), quadri (14), impiegati (75), operai (104). Esporta il 60%  delle sue moto nei paesi fuori dall’area euro, il 40% nel Vecchio Continente e nell’ultimo anno ha piazzato sul mercato 9.000 moto made in Varese, dato in controtendenza positiva rispetto al generale andamento asfittico del settore.
«C’è stata una crescita della produzione soprattutto nella seconda parte del 2015 – continua il sindacalista della Fiom – Ci piacerebbe saper cosa è successo alla fine dello scorso anno, ecco perché noi in questi mesi abbiamo fatto numerose richieste di incontro. Questa è un’azienda che ha mantenuto un basso livello di contrattazione e con una forte impronta paternalistica».

Lunedì 21 marzo ci sarà un nuovo incontro tra le parti, i rappresentanti di Fiom Cgil e Fim Cisl chiederanno di vedere i conti del 2015 per capire l’entità dell’intervento necessario per sostenere il piano industriale. «Se non ci sarà un nuovo aumento di capitale – conclude Cartosio – l’azienda non si sostiene. Noi non siamo disponibili a discutere di assetti societari, non è il nostro ruolo, vogliamo sapere solo chi deve mettere i soldi e quanti ne deve mettere per mantenere struttura produttiva e occupazione. I lavoratori della Mv Agusta se lo meritano perché non si sono mai risparmiati, nessuno di loro si è mai tirato indietro soprattutto quando la proprietà si aspettava un grande contributo di lavoro straordinario».

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Pubblicato il 17 marzo 2016
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  1. Scritto da Felice

    Ho un famigliare che ha già vissuto sulla sua pelle la vicenda Husqvarna. Ora leggo che anche MV Agusta si sta incamminando verso la stessa sorte.
    Più che parlare di sfortuna delle aziende varesine mi viene da dire che forse il management che le dovrebbe far funzionare presenta gravissime lacune oltre alla endemica presenza di continui sprechi, costi altissimi e ruberie varie.
    Carissimi lavoratori di MV, pretendete fatti e risposte altrimenti la vostra fine è giù segnata da una classe dirigente che riesce a fare andare al macero i gioielli della industria motoristica.
    Il fondatore Castiglioni non sarebbe sicuramente fiero di questa sorte che sembra toccare ogni sua creazione.

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