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“Non voglio fare il liquidatore”. Si dimette il presidente di Accam

Il presidente della società che gestisce l'inceneritore lascia la guida a causa dei contrasti tra i comuni soci e prospetta per l'impianto la liquidazione: "Così impossibile rispettare il piano di dismissione"

Emilio Cremona

“Constato l’impossibilità a mettere in atto gli indirizzi che mi sono stati dati e la scarsa responsabilità da parte di alcuni soci sul piano industriale. C’è rischio liquidazione”. Sono parole forti quelle usate dal presidente di Accam Emilio Cremona nella sua lettera di dimissioni protocollata questa mattina negli uffici dei comuni soci dell’impianto di incenerimento. Un brusco risveglio per molti sindaci dopo gli sforzi fatti nei mesi scorsi per giungere alla decisione di spegnere l’impianto entro il 31 dicembre 2017.

Appare, all’attuale manager, impossibile spegnerlo entro quella data e in contemporanea realizzare nuovo piano industriale in primis a causa di alcuni comuni soci che non starebbero collaborando fattivamente a fare in modo che il piano industriale ipotizzato possa essere portato a compimento. Nella lettera Cremona invoca iniziative senza indugio per avviare la liquidazione di Accam anche alla luce della nuova questione sul tavolo, il problema della liquidazione anticipata degli ammortamenti dell’impianto, come richiesto dai revisori dei conti e dalla società di revisione.

Una decisione che giunge a pochi giorni dalla lettera del sindaco bustocco Gigi Farioli che chiedeva garanzie proprio ad Accam in vista dell’approvazione del bilancio: “Accolgo con preoccupazione le motivazioni addotte. Arriva all’indomani della mia richiesta di garanzia sulle prossime tappe del decommissioning. Chiedo chiarezza in un incontro con tutte le parti”.

Cremona si ritrova a gestire una situazione economica molto delicata. Alcuni comuni soci (tra questi anche uno di peso come Legnano) non hanno rinnovato i contratti di conferimento, come richiesti dal presidente, questo problema insieme agli ammortamenti da anticipare richiederebbero anche un probabile slittamento della chiusura di Accam di almeno 6 mesi ma forse anche un anno. Il manager non ci sta a fare il liquidatore e alza le mani, dunque.

Il sindaco di Busto ha convocato per venerdì un incontro con cda, revisori dei conti, società revisore e comitato analogo per mettere tutti intorno ad un tavolo e decidere il da farsi: “Tutti si devo o prendere le proprie responsabilità – sottolinea il sindaco – anche gli amministratori che, per motivi elettoralo, potrebbero essere tentati da scelte dilazionatorie. Il futuro della raccolta e del trattamento dei rifiuti, il futuro dei lavoratori stessi non possono essere demandati in base a calcoli elettorali”.

Un riferimento nemmeno tanto velato al sindaco uscente e ricandidato di Gallarate, Edoardo Guenzani, e a quello di Legnano Alberto Centinaio che andrà al voto l’anno prossimo.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2016
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