Trimestrale BpB: utile netto a 33,9 milioni
La banca ha concesso finanziamenti per 707 milioni di euro, di cui 200 a privati e oltre 500 a imprese. Calano i crediti deteriorati
Il consiglio di amministrazione di Ubi -Banca Popolare di Bergamo ha approvato la relazione trimestrale al 31 marzo 2016. L’utile netto si attesta a 33,9 milioni di euro (comprensivo del contributo al Fondo di risoluzione nazionale), i proventi operativi a 193,1 milioni, gli oneri operativi a 110,6 milioni, le rettifiche su crediti a 26,7 milioni, il costo del credito allo 0,56%. Sempre elevata la solidità patrimoniale con una total capital ratio al 17,95%. Gli impieghi alla clientela si attestano a quota 18,9 miliardi per una raccolta totale da clientela ordinaria di 20,5 miliardi. Il risparmio gestito in crescita a 16,6 miliardi.
Aumentano nel trimestre il numero di clienti (oltre 1.900) e di conti correnti (oltre 3.600), segno della qualità dell’attività della banca e della sua capacità di intrattenere buone relazioni. Confermato nuovamente nel trimestre il supporto all’economia delle famiglie e del territorio: pari a 707 milioni le nuove erogazioni di finanziamenti a medio/lungo termine – di cui circa 200 milioni a favore dei privati e più di 500 milioni a favore delle imprese. Tra questi ultimi, si segnalano finanziamenti “TLTRO” (Targeted Longer-Term Refinancing Operations) concessi con fondi BCE a oltre 1.000 controparti per complessivi 215 milioni. Ulteriore supporto ai programmi di investimento delle imprese è stato fornito con finanziamenti strutturali erogati dalla Capogruppo per oltre 113 milioni (+28,8% rispetto al marzo 2015), nuove erogazioni leasing per circa 51 milioni (in linea con il dato 2015) e con turn over factoring per 638,8 milioni.
Positivo il risultato della gestione operativa a 82,6 milioni, determinato da proventi operativi per 193,1 milioni ed oneri operativi per 110,6 milioni; le commissioni nette manifestano un andamento superiore a quanto registrato a fine marzo 2015 e salgono a 92,6 milioni, trainate dalla positiva dinamica delle commissioni da raccolta gestita ed assicurativa e pur risentendo della riduzione delle commissioni da raccolta ordini e su finanziamenti; stabilità degli oneri operativi, con risparmi riscontrati nelle spese del personale per 3,5 milioni (- 5,2%) e maggiori costi nelle altre spese amministrative, sulle quali grava in particolare la contribuzione ordinaria al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per 3,7 milioni; non considerando tale componente, l’aggregato risulterebbe in calo dello 0,9%.
Indicatori della qualità del credito – Nel corso dei tre mesi sono state effettuate rettifiche nette su crediti per 26,7 milioni (25 milioni a fine marzo 2015); l’attenta gestione da parte della Banca del proprio portafoglio crediti trova riscontro nel costo del credito, attestatosi allo 0,56% (0,53% al termine del primo trimestre 2015). Cresce il risparmio assicurativo (+ 5,73%) e stabile il risparmio gestito, pur in presenza di un effetto mercato fortemente negativo (indice FTSE Mib -15,4% dall’inizio del 2016); nel periodo si sono registrati flussi netti di risparmio gestito per oltre 260 milioni e nuove sottoscrizioni di “polizze vita” per 295 milioni.
Patrimonio – Sempre molto elevati i coefficienti patrimoniali, posizionati a livelli di gran lunga superiori ai requisiti normativi in vigore (calcolati applicando la normativa Basilea 3): alla fine del trimestre il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1) è pari al 17,95%, a conferma della forte solidità patrimoniale della Banca.
Con riferimento agli aggregati patrimoniali, gli impieghi alla clientela si sono posizionati a 18,9 miliardi, in crescita dell’1,1% nel trimestre. La raccolta totale, al netto del trasferimento di quote di risparmio amministrato su dossier UBI per circa 2,2 miliardi, ammonta a 47,6 miliardi.
Sofferenze – Alla fine del trimestre i crediti deteriorati netti, pari a 1,528 miliardi (8,07% dei crediti netti verso la clientela), si sono rivelati in calo rispetto a quanto registrato sul fine anno 2015 (1,539 miliardi con un’incidenza dell’8,21%). Dalla chiusura del bilancio 2015, in osservanza degli aggiornamenti normativi di Banca d’Italia, viene recepita la nuova definizione di “inadempienze probabili”, che include le posizioni precedentemente classificate come incagli e crediti ristrutturati.
Il rapporto sofferenze nette/impieghi netti, attestatosi al 4,51%, risulta tendenzialmente stabile rispetto al dicembre 2015 (4,49%) mantenendosi costantemente al di sotto del dato di sistema (4,60%).
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