Servizi parascolastici: il Comune non può accettare tutti

Sono 75 le famiglie rimaste fuori dall'offerta di mensa e doposcuola offerta dal Comune. Un taglio necessario per carenza di fondi e personale e che mette in crisi i genitori

Il doposcuola che cerca volontari (inserita in galleria)

«Gentilissima redazione di VN, è dal mese di Gennaio che sto ELEMOSINANDO un posto in mensa per mio figlio che ha frequentato la classe primaria della scuola elementare Canziani a Varese e che a settembre inizierà il secondo anno. Le due gemelline frequentano l’asilo Dalla Chiesa che si trova di fianco alla scuola fino alle ore 15.30.  Il mio problema quale è…che avendo ripreso a lavorare,  essendo dipendente ed avendo un’attività dovrei lasciare il posto di lavoro, prendere il bambino alle 13.05 ,portarlo ad Arcisate (dove sono residente), tornare in Varese per poi prendere le bambine all’asilo alle 15.30 e tornare a casa. (ho deciso di iscrivere i bambini a Varese in quanto il negozio si trova in centro)».

Le graduatorie pubblicate ieri dal Comune di Varese relative ai servizi parascolastici ha gettato nello sconforto questa madre come le altre 74 rimaste escluse dai servizi di pre e dopo scuola oltre che dalla mensa. La situazione non è nuova: ogni anno le domande di ammissioni ai servizi superano i posti disponibili messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Si tratta, è bene ricordare, di un servizio che un Comune offre ai cittadini, senza esserne costretto, e che organizza in base alle disponibilità economiche, sempre più risicate, a fronte di una continua complessità della domanda.

Nonostante per l’anno che si aprirà a settembre le domande da parte dei genitori siano state inferiori rispetto all’anno precedente, 1250 contro le attuali 1235, le risorse e la quantità di personale, ridotto da 65 a 57 educatori, ha messo in difficoltà la macchina organizzativa.

Con delibera del 24 maggio scorso (leggi la delibera), la giunta Fontana ha approvato la nuova distribuzione dei posti, decisi non solo in base alle domande presentate ma anche in virtù di alcuni parametri politico sociali che mirano a rafforzare l’offerta nei rioni dove maggiori sono le difficoltà e il disagio.

Così accade che come per la IV Novembre i posti totali offerti siano 50 a fronte di 34 domande mentre alla Sacco 12 richieste non potranno essere soddisfatte avendo disposto 50 i posti globali. Uguale discorso spetta per la Pascoli la cui ricettività sarà di 125 posti a fronte di 119 richieste mentre la Canziani dovrà accogliere solo 50 dei 63 bimbi che hanno fatto domanda. Per il comprensivo Varese 3 sarà la Locatelli a disporre di posti in più rispetto alle altre primarie Galilei, Canetta e Settembrini. Chi soffre di più è il comprensivo Varese5 dove tutti i plessi (Baracca, Carducci, Morandi e Fermi) dovranno scontentare qualche genitore.

«La coperta è corta e noi cerchiamo di far quadrare il cerchio ottimizzando al massimo risorse e personale» assicurano dagli uffici dei Servizi Educativi. A impensierire è soprattutto la gestione dei portatori di handicap: la loro presenza altera il rapporto tra educatori e numero di allievi. Il Comune ha deciso di ricorrere ai voucher per reperire fondi da investire così da non dover limitare ulteriormente l’accettazione delle domande. Una soluzione che è ancora da attuare e che lascia l’organizzazione in sospeso.

Tra le criticità maggiori ci sono i controlli, come afferma la madre che ci ha scritto :«….io da mamma conosco bene le altre mamme che hanno iscritto i bambini ai servizi extrascolastici che SONO A CASA a far nulla e che mandano i figli fino alle 17.30 a scuola perché non hanno la pazienza di stargli dietro». Sulla carta c’è il controllo delle autocertificazione richieste per attestare quegli status che assicurano punteggi in più: « Purtroppo non c’è personale a sufficienza per fare controlli a tappeto. Provvederemo sicuramente a fare verifiche a campione e, nel caso di inesattezze, scatterà la denuncia».

In difficoltà si trovano 75 famiglie su 1175 che, invece, hanno visto accettati i propri figli: « Sappiamo bene i problemi che incontrano quei genitori che non possono appoggiarsi ai servizi del Comune. Magari arriveranno altri fondi o personale. In questo momento, però, la situazione è davvero delicata» commentano   dall’assessorato. Domani, venerdì 10 giugno, l’assessore Enrico Angelini farà il punto della situazione.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 09 giugno 2016
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