Su pari opportunità e partecipazione s’infiamma il primo “vero” consiglio comunale

All'ordine del giorno c'era anche la definizione delle commissione: la richiesta del Pd di citare direttamente partecipazione e pari opprtunità ha creato dibattito acceso

Primo consiglio comunale Gallarate 2016

Il primo, vero consiglio comunale (dopo quello d’insediamento) s’infiamma subito, nella contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra. E sì che il tema era, apparentemente, burocratico: la definizione delle commissioni che approfondiscono i vari temi prima dell’approdo in consiglio comunale. Su questo però si è inserita la doppia proposta del Pd: inserire anche una competenza specifica sulle pari opportunità (non prevista dalla maggioranza) e individuare una specifica commissione che si occupi di pari opportunità.

(foto d’archivio)

Proposte rigettate dalla maggioranza, ma su cui si è aperto lo scontro. Primo capitolo, quello delle pari opportunità. «Se si dice no alle pari opportunità – ha attaccato Giovanni Pignataro, capogruppo del Pd – è perchè si ha una diversa visione della società. Che si abbia il coraggio di dirlo». Il centrosinistra si aspettava sul primo punto un voto favorevole («pensavamo addirittura fosse una dimenticanza», dice Pignataro a fine consiglio), la maggioranza ha fatto invece quadrato respingendo la proposta e richiamando argomentazioni sulla parità di genere, tra cui l’esistenza della specifica consulta. «Non ci si dimentica di pari opportunità: con una presenza di quattro assessori donne e tante consigliere, direi che le abbiamo ben presenti» ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe De Bernardi Martignoni. «Le pari opportunità le dimostreremo nella realtà, non con una parolina ridicola» ha invece detto il sindaco Andrea Cassani, nella sua dura risposta al Pd.

Con la proposta respinta per 6 voti a 16, si è poi passati al secondo emendamento Pd, quello che proponeva la creazione di una specifica commissione dedicata alla partecipazione, «per occuparsi di consulte, assemblee di quartiere, partecipazione, elementi che sono anche nel vostro programma». Su questo Pignataro ha parlato di volontà di «arrivare ad una soluzione condivisa» e ha lanciato un appello («usate la vostra testa») che ha però ottenuto l’effetto opposto: i consiglieri di centrodestra si sono risentiti. «Ma voi l’avete usata la testa quando eravate di qua?» si è chiesto (più o meno in modo retorico) Aldo Simeoni (Forza Italia), riferendosi al quinquennio in cui sui banchi di maggioranza c’era il centrosinistra. «È una questione di lana caprina, mettiamo la testa sulle cose che servono alla città» ha invece detto Alessandro Petrone, capogruppo di Forza Italia, accusando Pignataro di cercare «visibilità sui giornali». «La visibilità potevate togliermela votando le due proposte» ha ribattuto il capogruppo del Pd. Anche Rocco Longobardi (La nostra Gallarate 9.9) non ha appoggiato la proposta specifica sulla partecipazione (mentre era favorevole alla citazione delle pari opportunità).

Sul tema, come detto, è intervenuto anche il sindaco Cassani, con un intervento breve, diretto e ruvido: «La battaglia del Pd è ridicola, le pari opportunità le dimostreremo nella realtà, non con una parolina. Faremo le consulte rionali, mentre le conferenze capigruppo (che discutono del tema partecipazione, ndr) si possono benissimo trasformare in pubbliche». Pignataro infatti aveva sottolineato che la soluzione di discutere nell’assemblea dei capigruppo non era equivalente ad una commissione aperta al pubblico.
In ogni caso: il dibattito è stato animato, per la prima volta in questa “legislatura” comunale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 luglio 2016
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