Un vaccino contro i danni di un’alimentazione sbagliata

Un ricercatore dell'Università dell'Insubria nell'equipe del san Raffaele che ha individuato il modo per neutralizzare i danni della dieta occidentale, troppo ricca di grassi

filippo canducci

La dieta occidentale è troppo ricca di grassi, all’origine di malattie metaboliche, cardiovascolari e stati infiammatori. Medici e organizzazione sanitarie insistono sulla necessità di adottare regimi alimentari più bilanciati, soprattutto di fibre, e diffondono le regole della corretta alimentazione.

Nei laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, alcuni ricercatori in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria hanno identificato un vaccino in grado di immunizzare contro alcuni batteri intestinali, il cui numero aumenta quando ci si alimenta con una dieta ricca di grassi, inducendo gli stati infiammatori che portano ad aterosclerosi  o al diabete di tipo 2.

I risultati della ricerca sono appena stati pubblicati su Scientific Report, del gruppo Nature. A coordinare il lavoro sono i professori dell’Università Vita-Salute San Raffaele Massimo Clementi e Roberto Burioni, e il dottor Filippo Canducci, ricercatore presso l’Università dell’Insubria.

La ricerca indaga il complesso equilibrio tra la flora batterica intestinale e il sistema immunitario dell’organismo che la ospita.

L’intuizione dei ricercatori del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele e dell’Università dell’Insubria è stata quella di immunizzare l’organismo verso questi batteri in sovrannumero, aiutandolo a produrre quei globuli bianchi che si occupano di modulare la risposta immunitaria e riducendo così il processo infiammatorio.

Spiega Filippo Canducci: «Questo risultato apre una via di studio veramente nuova e rappresenta il primo passo verso la messa a punto di vaccini volti a ridurre le conseguenze nocive di una cattiva alimentazione».

Lo studio è stato possibile grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero della Salute.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 luglio 2016
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