“La riforma intacca la sovranità popolare”
Giulio Cavalli porta a Varese il RiCostituente Tour. "L'idea del governante che chiede un Paese più governabile dovrebbe far venire la pelle d'oca"
A tre settimane dal voto referendario, approda in provincia di Varese il RiCostituente Tour, la campagna per il No portata avanti da Possibile, partito della sinistra egualitaria e libertaria: a Tradate è stato ospite Giulio Cavalli (attore teatrale, già consigliere regionale in Lombardia), in una sorta di sfida a distanza con il pomeriggio di Maria Elena Boschi a Varese.
«Il tour ricostituente ha avuto più di 200 tappe in tutta Italia, coinvolgendo sempre più persone, senza slogan che riguardino governo e Renzi ma entrando sempre nel merito della riforma» spiegano dalle file di Possibile.

Gli argomenti portati sono quelli condivisi da buona parte del fronte del No: dalle origini di una riforma «poco condivisa fin dai passaggi parlamentari», fondata su «uno slogan sul cambiamento fine a se stesso», alle contestazioni in particolare legate al ruolo del Senato non più elettivo e del nuovo rapporto Stato-Regioni. Ma per Giulio Cavalli più ancora che le singole modifiche al testo costituzionale, «preoccupa l’impoverimento culturale di questa campagna, quello che sta alla base di questa riforma»: «una riforma spesso sostenuta dalle argomentazioni dell’antipolitica, in un Paese che invece continua a pagare un diffuso analfabetismo politico. L’idea del governante che chiede un Paese più governabile dovrebbe far venire la pelle d’oca». Al di là degli articoli su cui interviene la Riforma targata Renzi e Boschi, per Cavalli «l’articolo più toccato è quello che dice che la sovranità appartiene al popolo: pian piano, in modo morbido, oggi si va a intaccare la sovranità popolare e anche il diritto di controllo sull’operato del governo».
La lunga campagna referendaria – inizialmente avviata in particolare dal No avendo come orizzonte la scadenza di ottobre, poi slittata – ha forse acceso ancor di più le contrapposizioni tra i due schieramenti, anche alla luce dell’eterogeneità di forze riunite dai due fronti (quello che converge sulla proposta e quello che da punti di vista differenti sostiene il No). Un tema a cui Cavalli – di fronte alle critiche che piovono dal fronte del Sì – non si sottrae: «Accusano noi del No di stare con Casa Pound, ma in realtà le motivazioni della Riforma vanno a convergere su quelli che erano i progetti di Licio Gelli e della P2».
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