L’addio di Whirlpool a Comerio apre una sfida epocale

Dopo la decisione della multinazionale di lasciare entro aprile 2017 lo storico quartier generale della Ignis, bisogna riqualificare un'area di oltre 45mila metri quadrati

whirlpool

Silvio Aimetti, sindaco di Comerio, parla esplicitamente di «elaborazione del lutto». Non è un’esagerazione perché la scelta di Whirlpool di lasciare il quartier generale della storica Ignis per trasferirsi nel cuore dell’area metropolitana milanese, è una perdita che segna l’identità culturale di questa provincia. È infatti proprio a Comerio che Giovanni Borghi ha scritto un capitolo fondamentale del romanzo industriale italiano, dando al distretto industriale varesino un ruolo da protagonista nel miracolo economico del Paese. (foto, da sinistra: il rettore dell’università dell’Insubria, Alberto Porisini Coen, la presidente di Whirlpool Emea, Esther Berrozpe Galindo, il sindaco di Comerio, Silvio Aimetti, il rettore dell’università Liuc di Castellanza, Federico Visconti)

Ripensare il futuro di Comerio e del territorio – Oggi però bisogna ragionare su cosa fare di quell’area, un balcone di 45mila metri quadrati (di cui almeno 15mila coperti) affacciato sul lago di Varese. E bisogna farlo anche piuttosto in fretta perché mancano solo sei mesi al trasloco definitivo della multinazionale americana a Milano. La firma del protocollo di intesa, per realizzare uno studio di fattibilità sulla riconversione del sito, tra il Comune di Comerio, la Whirlpool e le due università della provincia, Liuc e Insubria, dovrebbe dare un’accelerazione al processo di riqualificazione dello storico quartier generale dell’industria di elettrodomestici. «Dopo la comunicazione di Whirlpool che ha scelto per motivi aziendali di andare via – continua Aimetti – ci siamo incontrati più volte. La firma dell’intesa è un’opportunità per tutti. Sono convinto del fatto che quell’area debba mantenere una sua vocazione occupazionale, soprattutto rivolta ai giovani, e rivolgersi al fabbisogno dell’area vasta».

Anche Whirlpool guarda avanti – La collaborazione tra impresa, comune e università servirà a dare un futuro coerente all’area di Comerio. «Dopo più di 25 anni – sottolinea Esther Berrozpe Galindo, presidente di Whirlpool Emea – è giunto per noi il momento di andare altrove. Si tratta di una scelta strategica, come strategico è il fatto di continuare a produrre a Cassinetta di Biandronno dove lavorano più di 2 mila persone. Sono lieta di questa collaborazione per continuare a dare un futuro all’area di Comerio che mi auguro rispetti la sua vocazione imprenditoriale, sportiva e di ricerca». Gli americani traslocheranno a fine aprile ed entro quella data occorrerà avere un’idea abbastanza definita sul destino del centro direzionale di Comerio. I vertici di Whirlpool stanno già facendo una valutazione economica della zona e per metà dicembre è previsto un workshop allargato ad altri soggetti istituzionali per valutare varie idee e opzioni da inserire nel piano di fattibilità.

Valori e competenze per una nuova sfida – Un ruolo significativo nello studio di fattibilità lo giocheranno le due università, Insubria e Liuc, che hanno firmato il protocollo d’intesa. «È un’epoca di grande cambiamento – dice Alberto Coen Porisini – ed è importante che ci sia l’università perché ora inizia una vera sfida per sfruttare questa scelta di Whirlpool e fare il bene del territorio, riprogettando un’area e tutto il suo contorno. La cooperazione tra pubblico e privato è fondamentale, la sinergia tra realtà va trovata per un futuro sostenibile. È una sfida importante che vogliamo vincere».

C’è stato un tempo che la Ignis di Giovanni Borghi era sinonimo di tanti valori, non solo economici. «In occasione della fiction di mister Ignis ripensai ad un Varese-Inter 1-0 – ricorda Federico Visconti, rettore dell’Università Liuc di Castellanza – segno della potenza che allora aveva questo territorio. Varese e il suo distretto industriale sono sempre stati apprezzati e rispettati in tutto il mondo. La sfida che si apre adesso è capire quali competenze possano essere utili per provare a generare idee e valori che le università hanno. Quando si pensa ad un riposizionamento come questo servono idee e risorse che sono da cercare e che si trovano se il progetto è valido. È una sfida epocale per Comerio, per tutto il territorio e per il nostro modello economico».

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Pubblicato il 04 novembre 2016
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