La protesta delle mamme: “Difendiamo il nostro ospedale”

Molte le mamme che hanno partecipato alla manifestazione per il punto nascite dell'Ondoli. Presenti anche diversi sindaci con la fascia tricolore e autorità persino dal Piemonte

“Giù le mani dall’ospedale”. In tanti questa mattina, venerdì 9 dicembre, si sono ritrovati nel piazzale dell’ospedale di Angera per manifestare il proprio malcontento verso la decisione di chiudere il reparto di pediatria e il punto nascite. All’appello degli organizzatori hanno risposto diverse mamme con i bambini e anche qualche “pancione”. In mano i palloncini rosa e azzurro con il nome e la data di nascita dei loro figli.

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Le mamme non vogliono la chiusura dei reparti e chiedono che questa decisione venga rivista: «Perché sono fondamentali e perché le ragioni che ci sono state date non sono adeguate a contrastare le nostre forti motivazioni- ha detto Alessandra Doridoni, portavoce del gruppo di mamme che ha organizzato la manifestazione -. Gli effetti di decisioni come queste non riguardano solo alcuni cittadini, in questo caso le mamme, ma colpiscono tutta la collettività».

La protesta ha visto anche  il coinvolgimento di tanti papà e cittadini, affiancati dai sindaci delle città del distretto e non solo. Accanto ai primi cittadini di Angera, Ispra, Ranco, Mercallo, Vergiate, Cadrezzate, Taino, Sesto Calende e ai rappresentanti politici degli altri comuni del territorio, e della Provincia di Varese con il vicepresidente Magrini, anche il sindaco di Arona Alberto Gusmeroli e il primo cittadino di Castelletto Ticino e presidente della provincia di Novara, Matteo Besozzi. Sono diverse infatti anche le mamme della sponda piemontese che negli anni hanno scelto l’ospedale di Angera per partorire, per la vicinanza ma anche per le caratteristiche del punto nascita dell’Ondoli. Tra i cittadini, nel piazzale dell’Ondoli, anche il responsabile del reparto di ginecologia, il dottore Antonio Gabriele, alcuni medici, inferimere e ostetriche che hanno vissuto in prima persona gli effetti della chiusura improvvisa.

Il sindaco di Angera Molgora (Il suo intervento qui) ha chiesto un intervento da parte della Provincia per far capire al presidente lombardo Maroni e all’assessore Gallera l’importanza di questo ospedale: « Non è possibile che un bimbo arrivi in pronto soccorso e non riceva la visita pediatrica o rischi di essere caricato in un’ambulanza per una semplice consulenza». Tra i dimostranti anche il vice presidente di Villa Recalcati Marco Magrini: «La Provincia è attenta alle problematiche che nascono dall’applicazione della legge 23 e siamo al fianco dei piccoli ospedali per difendere territorio e cittadini».

Alla base della protesta c’era in particolare la richiesta di rivedere la decisione di chiudere i due reparti dell’ospedale. I sindaci lamentano inoltre le modalità attuative di scelte che riguardano la salute e hanno chiesto maggiore coinvolgimento in casi come questo.

Il raduno formato da circa 300 persone, si è mosso dall’Ondoli in direzione del Comune. Lungo la via, i negozianti hanno abbassato le saracinesche in segno di solidarietà alla protesta. Una volta giunti in municipio hanno liberato i palloncini colorati con i nomi e le date di nascita dei propri figli. Al corteo ha partecipato anche la consigliera regionale del Movimento 5Stelle, Paola Macchi.

Mercoledì sera, 14 dicembre, alle 21 in sala consigliare il comitato spontaneo ha organizzato un confronto per tutti per parlare del futuro dell’ospedale di Angera e di tutti gli altri piccoli presidi.

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Pubblicato il 09 dicembre 2016
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