Referendum, l’alleanza tra Cgil e associazioni
I rappresentanti di molte associazioni hanno incontrato la segreteria per confrontarsi sugli eventi e le iniziative da mettere in campo nei prossimi due mesi. «Sarà una campagna referendaria casa per casa»

«Bisogna parlare con le persone. Noi abbiamo già iniziato nei luoghi di lavoro. Sarà una campagna elettorale porta a porta. Due mesi e mezzo dalla data fissata per il referendum passano in fretta». La segreteria della Cgil di Varese da qui al 28 maggio è determinata a fare una campagna referendaria «pancia a terra», coinvolgendo il numero massimo di persone. Per iniziare ha incontrato le associazioni, per ascoltare e coinvolgere tutte le componenti della società civile che a loro volta hanno risposto alla chiamata. (foto, da sinistra: Stefania Filetti, Roberta Tolomeo, Alberto Villa, Umberto Colombo, Paolo Lenna, Antonio Ciraci. Era presente tra il pubblico anche Oriella Riccardi che ha la delega alle politiche di genere)
Nella sede della Camera del Lavoro di via Nino Bixio si sono ritrovati i rappresentanti di Anpi provinciale, Arcigay Varese, Sunia, Associazione Italia–Cuba, Silp Cgil, Federconsumatori, Emergency, Eos, Pdci Varese, Un’altra storia e Donne in nero. Un confronto molto concreto legato sia all’operatività del comitato promotore che ai contenuti del referendum, in molti ambiti ancora poco conosciuti. Secondo la segreteria della Cgil, l’azione diffusa e capillare, sottolineata a più riprese dal segretario organizzativo Alberto Villa, va sostenuta da una campagna sui temi referendari perché sia i voucher che la responsabilità solidale negli appalti mettono in gioco l’impalcatura fondamentale dei diritti dei lavoratori, a partire dal contratto collettivo nazionale, come ha sostenuto Stefania Filetti, segretario della Fiom.

I rappresentanti delle associazioni hanno portato un contributo in entrambe le direzioni, rendendosi fin da subito disponibili per l’organizzazione di giornate ed eventi per promuovere il referendum, rimarcando il grande spazio sociale esistente in questa partita, come testimoniano le firme raccolte tra la popolazione.
«In questa campagna referendaria c’è un silenzio imbarazzante dei media nazionali – ha concluso Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil – mentre lo stesso non si puo’ dire, per fortuna, della stampa locale. Nella miriade di iniziative occorre organizzarne una a livello provinciale con tutte le associazioni. È importante sensibilizzare l’opinione pubblica perché spesso sentiamo dire che è meglio il voucher di niente. Noi ribadiamo che il mondo del lavoro non puo’ rimanere senza tutele e quella che stiamo combattendo è una battaglia per la dignità del lavoro. Non bisogna togliere, bensì dare».
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