Migranti, presidente Cattaneo visita Hotspot Pozzallo
"Quello che ho visto a Pozzallo -ha aggiunto Cattaneo- mi ha reso orgoglioso di essere italiano. E, come ha detto Juncker, l'Italia sta facendo onore all'Europa"
“La visita di studio con la delegazione COSAC oggi all’hotspot di Pozzallo é stata di grande interesse e utilità, importantissima per capire cosa c’è davvero in gioco”: lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo che oggi a visitato il luogo di prima accoglienza dei migranti sbarcati nel porto della città, il più vicino alle coste africane e che, nell’ultimo anno, ha gestito 60 sbarchi accogliendo oltre 16.000 migranti.
“A differenza delle critiche e delle polemiche, ho trovato una situazione molto buona e ben gestita: ambienti puliti, dignitosi, curati. Una rete di assistenza presente su diversi fronti, ben integrata e capace di lavorare insieme, anche tra pubblico e privato no profit. La collaborazione tra Prefettura, Polizia, Azienda sanitaria, Enti locali, Agenzie europee (Frontex e EASO) e ONG (Terre des Hommes, MEDU, Emergency) trasmette certamente un senso di funzionalità, competenza e sicurezza insieme a grande umanità”.
Il Presidente ha spiegato che “i migranti che vengono accolti sulla banchina (altri 500 arriveranno stasera alle 20.00) sono trasferiti nel centro che è immediatamente a ridosso del porto, dove ricevono le prime cure, un kit per lavarsi e vestirsi (quasi tutti ad esempio hanno perso le scarpe nella traversata) e dove vengono tutti identificati e fotosegnalati. Per ciascun migrante viene compilata una scheda personale di identificazione attraverso una intervista diretta che avviene alla presenza di mediatori culturali. L’obiettivo iniziale è quello di capire chi si ha di fronte e di accertarne l’età e la provenienza, anche dal modo con cui parlano e da domande semplici ma efficaci sul luogo.
La permanenza nell’hotspot è normalmente molto breve, circa 3 giorni. Poi vengono trasferiti secondo piani già predisposti dal ministero prima dello sbarco”.

I dati forniti dai responsabili dell’hotspot fotografano una situazione umanitaria molto critica: il 72% ha sintomi da traumi per trattamenti disumani o tortura. Oltre l’80% delle donne ha subito violenza sessuale. Molte di loro arrivano in gravidanza o hanno appena partorito.
“Quello che ho visto a Pozzallo -ha aggiunto Cattaneo- mi ha reso orgoglioso di essere italiano. E, come ha detto Juncker, l’Italia sta facendo onore all’Europa. Ma proprio per questo non può essere lasciata sola. Troppo spesso parliamo dei migranti e non con i migranti. Ho parlato con alcuni di loro: alcuni ragazzi giovanissimi provenivano dal Sudan e in un inglese stentato mi hanno detto di aver impiegato 7 mesi per arrivare in Libia, dove sono stati detenuti e picchiati per oltre un anno. Bisogna provare a guardarli negli occhi quando parlano di questo e quando scende il silenzio per non raccontare cosa hanno subito. Come sempre si capisce molto di più da un incontro che da mille discorsi. Incontriamoli questi uomini e queste donne, guardiamoli negli occhi, parliamo con loro e forse avremo un giudizio più vero su ciò che sta accadendo e sulla responsabilità a cui siamo chiamati” ha concluso il Presidente.
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