A Varese la vendemmia segna +15%

Il dato in contro tendenza con l'andamento previsto a livello nazionale

Avarie

La vendemmia 2017 dei vigneti varesini avrà un incremento del 15% rispetto alla scorsa annata. È quanto afferma Coldiretti segnalando una tendenza agli antipodi con l’andamento nazionale e regionale, dove si è registrato un calo produttivo del 20% circa.

«Grazie all’effetto mitigante dei laghi sia sui picchi di calore che sulle gelate invernali e primaverili, insieme all’elevata professionalità dei viticoltori locali, tra i filari del Varesotto – spiega la Coldiretti – si registra una continua crescita produttiva».

«Quella della vigna — racconta il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori — è una coltivazione di nicchia ma di assoluta eccellenza per il nostro territorio. La produzione delle uve non ha numeri enormi, ma è capace di produrre vini pregiati, sia bianchi che rossi, conquistandosi spazi importanti nell’ambito della ristorazione e sulle guide vinicole italiane. A testimoniarlo è il dodicesimo compleanno che ci prepariamo a festeggiare l’11 ottobre: giorno in cui nel 2005 il “Vino dei Ronchi Varesini” ha ottenuto la certificazione IGT».

I filari varesini — continua Coldiretti — affondano le loro radici nella storia del territorio: una storia che col tempo è andata persa e poi riscoperta, e che risale addirittura al Cinquecento. Le uve nate ai piedi del Sacro Monte, tra Angera e Tradate, hanno prodotto infatti i vini degustati dal cardinale Carlo Borromeo, e decantati nell’Ottocento dal poeta milanese Carlo Porta.

Oggi, le varietà più coltivate in provincia sono le uve Chardonnay, le Bussanello, le Trebbiano Toscano, e la Malvasia aromatica di Candia tra le bianche, mentre tra quelle rosse si annoverano il Nebbiolo, la Croatina, la Nespolina, l’Uva Rara e il Merlot.

«Quest’anno — racconta Franco Berrini, titolare 75enne dell’azienda Cascina Piano di Angera, che da 14 anni produce vini — a causa del caldo e della siccità degli ultimi mesi saremo costretti ad anticipare la raccolta. I vigneti della mia azienda si estendono su una superficie di 3 ettari e prevediamo una resa di 210 quintali di uva, con cui produrremo tra bianchi, rossi, spumanti: ben 8 differenti tipologie di vini, tra cui un raro ‘muffato’, il Mott Carè, ottenuto con uve di Malvasia aromatica di Candia, che vengono coltivate sul lago a 250 metri di altezza sul livello del mare. Il microclima di quella particolare zona, che va da Angera a Ranco, infatti, è ideale per la crescita della Muffa nobile che si ottiene grazie a una raccolta tardiva dei frutti».

Sono 27 le aziende impegnate nella produzione dei vini sul territorio, di cui 7 con la denominazione IGT. Partendo dai 22 ettari a vigneto sino ad arrivare al consumo al dettaglio, la filiera vitivinicola provinciale offre lavoro – stima Coldiretti Varese – a circa 400 persone. Sul fronte dei consumi invece, spiega l’associazione degli agricoltori, sono quasi 5 milioni di persone che in tutta la Lombardia bevono vino, puntando sempre di più alla qualità, come testimonia il boom delle enoteche, arrivate a sfiorare quota mille, con un aumento di oltre il 30% negli ultimi sette anni. E Varese, nel campo della degustazione di questi nettari, si attesta come terza provincia in regione, dietro solamente a Brescia e Bergamo, grazie alle 99 enoteche presenti sul suo territorio.

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Pubblicato il 30 Agosto 2017
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  1. Scritto da Rolo

    Tè va? Anche Coldiretti si è accorta che esistono i vini varesini? Sono anni che ad Induno Olona viene omaggiata l’ “IGT RONCHI VARESINI”, ma loro non sono mai stati presenti e forse non se ne sono mai accorti…, dove sono stati fino ad oggi?
    Rolo

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