Tentò di uccidere uno straniero, estradato militante di estrema destra

E’ rientrato oggi all’aeroporto di Fiumicino Giuseppe Morsella detto "Pinotto", ricercato a livello internazionale per un tentato omicidio del 2008: lo riconobbero grazie alla maglietta raffigurante Mussolini. Si nascondeva a Malaga, dove faceva il cuoco

Do.Ra estrema destra

E’ rientrato oggi in Italia, a Fiumicino, Giuseppe Morsella detto “Pinotto”, 49 anni, di Varese, ricercato a livello internazionale per il reato di tentato omicidio volontario ed altri reati minori, che gli sono valsi la condanna ad oltre 11 anni di pena, condanna emessa dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Varese.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Varese e l’articolato lavoro di intermediazione operativa del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno permesso alle autorità spagnole di individuare ed arrestare Morsella nel suo esilio di Malaga, lo scorso maggio.

Dopo una latitanza di oltre 10 anni, scortato dagli Agenti dello SCIP, è rientrato all’aeroporto di Roma Fiumicino, dove sono state espletate le
formalità dell’arresto sul territorio nazionale presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, ed immediatamente è stato associato presso la competente Casa Circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria lombarda.

Le attività grazie alle quali è stato condannato Morsella Giuseppe risalgono al 2008 quando, a seguito di una delicata indagine, il personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Varese riusciva a identificarlo come il responsabile del tentato omicidio di un cittadino albanese da lui colpito con diverse coltellate al corpo, nel pieno centro di centro di Varese, al termine di una discussione per futili motivi.

Molte le prove raccolte a suo carico, tra le quali la principale era costituita dalla maglietta, raffigurante Mussolini, indossata nel corso del delitto. Morsella era già noto ai poliziotti oltre che per i suoi precedenti anche per l’appartenenza alle frange estremiste di destra.

Per questi fatti è stato arrestato e, in seguito, sottoposto alla misuraì cautelare della detenzione domiciliare presso la propria abitazione di Varese dalla quale nel mese di dicembre 2008 è evaso facendo perdere le proprie tracce.

Il processo è comunque andato avanti e nel 2011 il Tribunale di Varese ha emesso la condanna definitiva a suo carico di 10 anni di reclusione, poi aumentata ad anni 11 perché si aggiungevano altre condanne per reati meno gravi.

Malgrado fosse irreperibile, le ricerche della Squadra Mobile non sono state interrotte fino a riuscire a localizzarlo in Spagna e grazie ad attività infoinvestigative, nonché all’ausilio di specifiche attività tecniche, la Polizia di Stato è riuscita ad accertare la sua effettiva presenza in un paesino vicino Malaga dove da anni “Pinotto” aveva intrapreso un’attività lavorativa come cuoco in un noto ristorante italiano della zona posizionato sul lungomare di Fuengirola.

Gli stessi operatori della Polizia di Stato di Varese, oltre a informare la Procura della Repubblica di Varese che ha esteso il provvedimento ai Paesi Europei emettendo un Mandato di Arresto a suo carico, ha trasmesso immediatamente l’esito della propria attività investigativa al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che in collaborazione con i poliziotti spagnoli ha dato materiale esecuzione al provvedimento.

Morsella Giuseppe è stato quindi estradato in Italia per scontare finalmente la sua pena dopo una latitanza che durava dal 2008.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 settembre 2017
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