Sportivi dell’anno, consegnati i premi Gianni Brera

Presenta anche la The Boga Foundation che ha presentato il premio per il miglior sportivo junior emergente, che sarà consegnato dal prossimo anno

Premio Brera

“Premio Gianni Brera – Sportivo dell’anno 2017”, consegnati i premi agli sportivi dell’anno, premiazione che è giunta alla 17esima edizione e che si è svolta nei giorni scorsi al Teatro dal Verme a Milano. Il premio, nato nel 2001 con l’intento di promuovere nel tempo gli insegnamenti e la memoria del mitico giornalista milanese, da diciassette anni consegna trofei e riconoscimenti speciali ad atleti e sportivi che si sono distinti sia per i risultati ottenuti sul campo, con particolare attenzione al modo con cui hanno affrontato le loro sfide, sia per il loro contributo alla promozione di un’immagine dello Sport che sarebbe piaciuta a Gianni Brera stesso.

Anche quest’anno tra i protagonisti che hanno sostenuto l’iniziativa c’è la The Boga Foundation. Durante la serata, infatti, è stato anche presentato un premio espressamente voluto dalla fondazione, dedicato al miglior sportivo junior emergente. Il premio sarà consegnato dalla prossima edizione.

Il 29 gennaio 2018, a seguito della valutazione della giuria composta da giornalisti, ex sportivi e personalità, il Circolo Culturale “I Navigli”, ideatore e promotore del Premio con l’immancabile e prezioso sostegno di Regione Lombardia e Comune di Milano, sono stati assegnati i Trofei ed i Premi agli atleti e sportivi prescelti per il 2017. Anche quest’anno, il Premio Gianni Brera varcherà i confini del nostro Paese, assumendo una dimensione internazionale e andando a premiare chi si è distinto in Europa e nel mondo tenendo alta la bandiera dell’Italia. Non è un caso che molti sponsor abbiano voluto sostenere questa iniziativa: da Fondazione Cariplo ad Allianz Bank, passando per Autostradale, Habitare, Circolo Alessandro Volta e Tiro a Segno Nazionale.

Di seguito le motivazioni di tutti i trofei assegnati:

1. NAZIONALE ITALIANA CANOTTAGGIO
Quattro ragazzi, un solo grande cuore. Che batte forte e che ha portato alla storica vittoria della Coppa del Mondo di canottaggio. Il ‘quattro di coppia pesi leggeri’, composto da Martino Goretti, Andrea Micheletti, Catello Amarante e Matteo Malus, è riuscito in un’autentica impresa che fa anche ben sperare per i prossimi appuntamenti, fino ai Giochi in Giappone. Il percorso è ancora lungo, ma l’unione fa la forza e i nostri quattro azzurri di forza ne hanno da vendere.

2. ANDREA VITTURINI
Una carriera che lascia senza fiato. E nel vero senso della parola: perché quella di Andrea Vitturini è una vita sempre in apnea, alla ricerca di nuove sfide e nuove imprese. L’ultima ai campionati europei indoor nel 2017, con l’oro e il record di specialità. Un successo che a 49 anni, e dopo un intervento al cuore, assume ancora più valore: quel cuore che batte, forte, anche e soprattutto sott’acqua, e che continua a stupire tutti.

3. BARBARA POZZOBON
Era cominciato tutto con una colletta dei concittadini di Maserada sul Piave per permetterle di andare a gareggiare in Argentina, e si è concluso con il più classico dei lieto fine: il trionfo nel FINA Open Water Swimming Grand Prix 2017. Un’impresa ottenuta attraverso un percorso costellato di due ori (Argentina e Macedonia), un argento (Canada) e il decisivo quarto posto a Napoli, proprio a casa nostra. Barbara Pozzobon è la seconda italiana nella storia a vincere la Coppa del Mondo, e a soli 23 anni continuerà a nuotare verso un futuro di successi.

4. ALICE BETTO
Prima le World Series di Leeds, poi i campionati Europei di Kitzbuhel. Il 2017 del triathlon è stato all’insegna di Alice Betto, che con i suoi due bronzi ha confermato ancora una volta di essere lei la regina di questo sport. In Italia non ha rivali, e ora sta riscrivendo la storia di questo sport anche a livello internazionale. Nuoto, bicicletta e corsa: il triathlon è più di tutte una disciplina di grandissima fatica e sacrificio: quei valori che ti rendono grande nello sport, ma anche nella vita.

5. CALCIO A 5
Per un’Italia che non andrà neanche ai Mondiali, ce n’è un’altra che invece i Mondiali li ha già vinti. E sono queste le nazionali che ci piacciono e che ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani: gli azzurri del calcio a 5 con la sindrome di down hanno emozionato e portato a casa il primo titolo mondiale nella storia della categoria. Un successo per tutto il movimento: per chi scende in campo e per chi ogni giorno sostiene questi ragazzi diversamente abili che in realtà, di diverso, non hanno nulla.

6. SPAL
Tornare in serie A dopo 49 anni, e farlo con un progetto serio e ambizioso, basato sui giovani e sui giocatori italiani. La Spal: un vero orgoglio per la città di Ferrara e per tutta l’Italia, che ritrova così una società storica ai livelli che le competono. Ma se vincere è difficile, confermarsi lo è ancora di più: per questo servono passione, spirito di sacrificio e voglia di lottare. Tutte caratteristiche tipiche del club e della sua proprietà.

7. BENEVENTO
Un anno fa su questo palco celebravamo il miracolo del Leicester di Claudio Ranieri. Oggi, c’è un altro miracolo tutto italiano da premiare. Prima squadra della storia esordiente in Serie B ad aver subito conquistato la promozione in A, il Benevento ha regalato a tutti un sogno e mandato un messaggio chiaro: nulla è impossibile. Tra imprese e difficoltà, le emozioni del 2017 rimarranno per sempre: la prima volta, non si scorda mai.

8. FRANCO ARESE
Una vita tutta di corsa, quella di Franco Arese. E il titolo del libro che la racconta, “Divieto di sosta” (scritto da Gianni Romeo, Fabio Monti e Franco Fava), va interpretato proprio in questo senso. Una cavalcata infinita, quella del piemontese di Centallo: prima campione sportivo con l’oro europeo a Helsinki 1971 nei 1500 metri; poi imprenditore di successo; ed infine anche presidente della FIDAL dal 2004 al 2012. Una carrellata di successi per un vero uomo di sport.

9. PAOLA GIANOTTI
Una pedalata per la pace. L’impresa di Paola Zanotti è doppia: prima, raccogliere le migliaia di firme necessarie per candidare la bicicletta al Nobel; poi, portarle tutte da Milano a Oslo. E’ il mezzo di spostamento più democratico a disposizione dell’umanità, che non causa guerre, non inquina, fa bene al corpo e alla mente: così nasce l’idea della bicicletta contro la guerra e la violenza nel mondo. Una trovata tanto particolare quanto affascinante, che da oggi ha nel Premio Brera un sostenitore in più.

10. GIRO D’ITALIA – EDIZIONE CENTENARIO
Un secolo di storia del ciclismo e dello sport. Un secolo di emozioni, passioni e trionfi. Questo è il Giro d’Italia, che nel 2017 ha compiuto 100 anni. Un traguardo da record, sotto la regia del suo direttore Mauro Vegni, per una corsa che ogni anno regala sensazioni uniche a chi la corre, e a chi la segue. Guardando il Giro, l’Italia ha scoperto se stessa, e il mondo ha scoperto l’Italia. Un evento che rappresenta un orgoglio per tutti noi, e che si prepara a regalare altri innumerevoli momenti indimenticabili. Per i prossimi 100 anni.

11. MICHELE SCARPONI
Avrebbe corso il Giro del Centenario, da capitano della sua squadra, pochi giorni dopo. Ma il 22 aprile del 2017 il destino ha interrotto l’ultima scalata di Michele Scarponi. Lui che il Giro lo aveva vinto, nel 2011. Lui che era simbolo di gioia e spirito di sacrificio. Si è fermata troppo presto, la sua corsa, e il traguardo è rimasto lontano. Ma tutta l’Italia, e tutto il mondo del ciclismo, non dimenticheranno mai il suo sorriso, e Michele continuerà a correre, nei nostri cuori, facendoli battere forte. Come sempre.

12. TEAM SKY
Una squadra che sta riscrivendo la storia del ciclismo. Un 2017 ricchissimo di successi che spiana la strada a un 2018 da protagonisti. Il Team Sky è entrato nel mondo delle due ruote con l’intenzione di rivoluzionarlo, e ci sta riuscendo grazie a un gruppo di campionissimi e a una perfetta organizzazione unica nel suo genere. Una vera eccellenza, un modello da seguire in ambito sportivo.

13. ELENA BERTOCCHI
Appena 23 anni, ma con la forza mentale e la determinazione di una veterana: Elena Bertocchi è la nuova promessa dei tuffi azzurri, e lo ha dimostrato vincendo due medaglie d’oro agli Europei, e un bronzo ai mondiali pochi mesi fa a Budapest. Grandi trionfi e grandi emozioni, ma il bello deve ancora venire in un futuro tutto da scrivere, che ha come grande obbiettivo le Olimpiadi di Tokyo 2020. E noi tutti facciamo già il tifo per Elena.

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 05 febbraio 2018
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